LUDOVICO ARIOSTO.

IL NEGROMANTE.

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          FONDAZIONE "EZIO GALIANO" onlus.
       BIBLIOTECA TELEMATICA PER NON VEDENTI.
          "Regala un libro ad un cieco".
PROGETTO: ANTOLOGIA ELETTRONICA DELLA LETTERATURA ITALIANA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Breve Biografia.
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LUDOVICO ARIOSTO nacque l'8 settembre 1474 a Reggio Emilia da Niccol Ariosto, capitano della cittadella, e da Daria Malaguzzi.
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A tredici anni si stabil con la famiglia a Ferrara dove intraprese gli studi di legge; ma pi tardi, vista la scarsa disposizione per essi, venne affidato al dotto umanista Gregorio da Spoleto, e si dedic alla letteratura, frequentando gli umanisti della Corte estense. Nel 1500 morto il padre, rimase al giovane Ludovico, primogenito di dieci figli, la cura dell'intera famiglia.
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Cos dovette procurarsi un impiego. Per un anno fu capitano della rocca di Canossa; nell'ottobre del 1503 entr al servizio del cardinale Ippolito d'Este, fratello del duca di Ferrara Alfonso primo; il quale si valse dell'ingegno dell'Ariosto inviandolo in ambasciate in Toscana, in Lombardia, e a Roma presso i pontefici Giulio secondo e Leone Decimo.
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Nonostante queste mansioni, ed altre assai pi gravose, l'Ariosto non smise di pensare al suo poema, l'Orlando furioso, iniziato nel 1504 e lentamente ne prosegu la composizione che, si pu dire, dur tutta la vita. Una prima edizione di quaranta canti usc, a spese del cardinale a cui era dedicato, nel 1516. Ma di essa l'autore si ritenne insoddisfatto.
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L'anno dopo, il cardinale Ippolito, non avendolo l'Ariosto voluto seguire a Budapest, dove egli era stato nominato arcivescovo, lo licenzi. Gli venne in aiuto in questa dura circostanza il duca Alfonso, accogliendolo tra i suoi familiari, e nominandolo qualche anno dopo Governatore della Garfagnana, selvaggia regione appenninica infestata dai briganti.
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Conclusa questa missione, durata tre anni, e descritta in famose Lettere ufficiali, il poeta torn a Ferrara, compr una piccola casa e vi pass il resto dei suoi giorni in tranquillit, con la sua compagna, Alessandra Benucci, e il figlio Virginio. Il poema fu infine pubblicato in edizione definitiva nel 1532, con l'aggiunta di nuovi episodi e di sei canti. Mor il 6 luglio 1533.
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Ricordiamo altre opere dell'Ariosto: sette Satire in terzine, una prosa, L'Erbolato, le Lettere e scritti latini, e cinque commedie: La Cassaria, I Suppositi, La Lena, Il Negromante e Gli Studenti (quest'ultima condotta a termine dal fratello Gabriele e dal figlio Virginio sotto il titolo di Scolastica).
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Niente tuttavia rivela il carattere e le aspirazioni dell'Ariosto meglio del suo capolavoro: l'Orlando Furioso.
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La critica ha molto insistito sul ritratto dell'Ariosto "uomo tranquillo", senza vocazione per l'azione, spinto suo malgrado a diventare uomo politico, ma in realt il quadro esige di essere sfumato: se da un lato, in lui c', indubbiamente, l'aspirazione a una vita sedentaria, raccolta, quieta, lontana dai travagli del tempo, confortata e risolta nell'assaporamento della poesia; dall'altro lato occorre riconoscere l'accettazione consapevole e cosciente del proprio impegno nella vita pratica, dell'attivit di diplomatico e di governatore abbandonato
spesso in situazioni difficilissime.
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Gli Estensi conoscevano i loro uomini e le loro capacit, e se affidarono all'Ariosto missioni di un certo rilievo, bisogna ammettere nel poeta una notevole attitudine all'azione. Questa compresenza di un Ariosto "attivo" e di un Ariosto "contemplativo" non significa d'altra parte una antitesi insanabile. La politica infatti per l'Ariosto non costituisce, come rappresenta invece per Machiavelli, una dimensione primaria ed esaustiva, ma un aspetto soltanto della pi vasta e ricca esistenza umana. Sicch passare dalla prassi alla poesia significa per l'Ariosto semplicemente questo: l'ascesa a un livello superiore di esistenza che comprende e pur travalica il momento dell'impegno nell'attualit.
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Persone de la comedia

MARGARITA fantesca
BALIA
LIPPO
FAZIO
CINTIO
TEMOLO
NIBBIO servo de l'Astrologo.
ASTROLOGO
CAMILLO
MADONNA
FANTESCA
MASSIMO
FACCHINO
ABONDIO
(La scena  in Cremona)



PROLOGO

Pi non vi parr udir cosa impossibile,
se sentirete che le fiere e gli arbori,
di contrada in contrada, Orfeo seguivano;
e che Anfone in Grecia, e in Frigia Apolline,
cantando, in tanta foia i sassi poseno,                   5
che adosso l'uno all'altro si montavano
(come qui molti volentier farebbono,
se fusse lor concesso), e se ne cinseno
di mura Tebe e la citt di Priamo;
poi che qui troverete Cremona essere                     10
oggi venuta intera col suo populo;
et  questa ove io sono, e qui cominciano
le sue confine, e un miglio in l si stendono.
So che alcuni diranno ch'ella  simile,
e forse ancora ch'ella  la medesima                     15
che fu detta Ferrara, recitandosi
la Lena; ma avvertite e ricordatevi
che gli  da carnoval, che si travestono
le persone; e le foggie, ch'oggi portano
questi, fur ier di quegli altri, e darannole             20
domane ad altri; et essi alcun altro abito,
ch'oggi ha alcun altro doman vestirannosi.
Questa  Cremona, come ho detto, nobile
citt di Lombardia, che comparitavi
 inanzi con le vesti e con la maschera                  25
che gi port Ferrara, recitandosi
la Lena. Parmi che vorreste intendere
la causa che l'ha qui condotta dicovi
chiar ch'io nol so, come chi poco studia
spiar le cose che non mi appertengono.                   30
S'avete volont pur d'informarvene,
sono in piazza alcun' banchi, alcuni fondachi,
alcune speziarie, che mi par ch'abbiano
poche faccende, dove si riducono
questi che cercar nuove, e solo intendono                35
ci che in Vinegia e ci che in Roma s'ordina;
se Francia o Spagna abbia condutti i Svizari,
o pur i Lanzchenech al suo stipendio.
Questi san tutte le cose che occorrono
di fuor; ma quelle che lor pi appertengono,             40
che fan le mogli, che fan l'altre femine
di casa, mentre essi stan quivi a battere
il becco, non san forse, e non si curano
di saper. Questi vi potranno rendere
conto di quanto cercate d'intendere                      45
de la venuta di Cremona io dirvene
altro non so, se non ch'ella, per esservi
pi grata, ci ha arrecata una comedia
nuova, la quale il Negromante nomina.
Ora non vi parr gi pi miracolo                        50
che sia venuta qui, che gi giudicio
fate che 'l negromante de la fabula
l'abbia fatta portar per l'aria a i diavoli;
che quando ancor cos fosse, miracolo
saria per. Questa nuova comedia                         55
dic'ella aver avuta dal medesimo
autor, da chi Ferrara ebbe di prossimo
la Lena; e gi son quindici anni o sedici
ch'ella ebbe la Cassaria e li Suppositi.
Oh Dio, con quanta fretta gli anni volano!               60
Non aspettate argomento n prologo,
che farlo sempre dinanzi fastidia.
Il varare, e qualche volta metterlo
di dietro, giovar suol; ne la comedia
dico. S'alcuno , che pur lo desideri                    65
aver or ora, pu in un tratto correre
al special qui di corte, e farsel mettere,
che sempre ha schizzi e decozioni in ordine.



ATTO PRIMO


scena prima
margarita fantesca, Balia

margarita Io non ho mai, da quel d ch'and Emilia
a marito (che un mese e pi debbe essere),               70
se non solamente oggi avuto grazia
di uscir tanto di casa, che potutola
abbia venir a visitar. Se fossino
tuttavia in casa nostra cento femine,
toccheria sempre a me guardar la cenere                  75
con le gatte; n a messa mai, n a officio
vo con madonna pur tanto piacevole
oggi l'ho ritrovata, che partendosi
per venir qui a veder la figlia e il genero,
mi disse - Margarita, come suonano                       80
vent'ore, vien per me, ch'io non vo' perdere
oggi il vespero. - Io pur alquanto anticipo
il tempo, per veder pi ad agio Emilia,
e star un pezzo con lei. Ma la balia
esce di casa. Dove si va, balia?                         85
balia In nessun luogo. Io venia che parevami
d'aver sentito un di questi che girano
vendendo l'erbe.
margarita Mia madonna acconciasi
per partir anco?
balia Oh! sei stata sollecita
molto a venir per lei.
margarita La nostra Emilia                               90
che fa?
balia Pur dianzi si serraro in camera
ella e la madre, et  con esse un medico,
che ci venne oggi, forestiero, e parlano
di secreto.
margarita Io venia con desiderio
di stare un pezzo pur con lei.
balia Mal copia                                          95
oggi ne avrai, che tutta  maninconica.
margarita Che l' accaduto?
balia Quel ch'avea la misera
da aspettar meno che nasca una fistola
a chi mai fece questo sponsalizio!
margarita Ognun s lo lodava da principio               100
per un partito de' miglior che fossino
in questa terra.
balia Dar non la potevano,
Margarita mia, peggio.
margarita  pur bel giovane.
balia Altro bisogna.
margarita Intendo che  ricchissimo.
balia Bisogna anch'altro.
margarita Debbe esser spiacevole?                       105
Ma non stia in punta e giostri di superbia
con esso lui.
balia Deh, non temer che giostrino,
che la lancia  spuntata e trista e debole.
margarita Dunque non le fa il debito egli?
balia Il debito, eh?
margarita Che! non pu?
balia La infelice  cos vergine,                       110
come era inanzi questo sponsalizio.
margarita Uh che disgrazia!
balia  bene una disgrazia
de le maggiori ch'aver possa femina.
margarita Lasci andar, n per si dia molestia;
potr ben...
balia Quando potr ben, se in quindici                  115
o trenta d non pu?
margarita Se ne ritruovano,
intendo, alcuni, che stan cos deboli
gli anni, e ritornan poi come prima erano.
balia Gli anni? Signor! Dunque debbe ella attendere,
a bocca aperta, che le biade naschino                   120
e si maturin poi, s'ella de' pascersi?
Non era meglio che sedessi in ozio
in casa di suo padre, che venirsene
la misera a marito, non dovendoci
aver se non mangiar, vestire, e simili                  125
cose, ch'aver poteva in abondanzia
col padre ancora?
margarita Qualche trista femina,
con cui lo sposo avr gi auto pratica,
l'aver cos guasto per invidia.
Ma pur sono a tal cose de i rimedii.                    130
balia Provati se ne sono, e se ne provano
tuttavia molti, e par che nulla vaglino
ben ci viene uno, che in tal cose dicono
che sa molto, e che fa prove mirabili
ma sin qui non gli ha gi fatto alcun utile;            135
s che di peggio che malia mi dubito.
E che gli manchi... ben puommi tu intendere.
margarita Ben saria meglio che data l'avessino
a Camillo, che tante volte chiedere
la fece lor. Perch gli la negarono?                    140
Perch Cintio  pi ricco?
balia Differenzia
di roba  poca tra loro; anzi il fecero
perch fin da i primi anni fra i dui suoceri
fu sempre una strettissima amicizia.
Ben se ne son pentiti; e se potessino                   145
le cose, che sono ite, adietro volgersi
la seconda fata, voglio credere
che meglio de la prima si farebbono.
Ma ecco che vien fuor di casa Fazio.
Vien dentro tu non vo' questa seccaggine                150
ci coglia qui, che sempre vuole intendere
ci che si fa, ci che si dice. Domine,
come  impronto, noioso e rincrescevole!


scena seconda
Lippo, Fazio

LIPPO Questa  la prima strada che, volgendosi
a man manca, passato Santo Stefano,                     155
si truova; e questa la casa debbe essere
di Massimo, vicino alla qual abita
colui ch'io vo cercando; ma notizia
me ne dar forse costui. Ma veggolo,
veggol, per Dio! Gli  quel ch'io cerco proprio.        160
Gli  desso.
fazio Non  questo Lippo?
lippo O Fazio!
fazio Quando a Cremona?
lippo O caro Fazio, veggoti
volentieri.
fazio Io tel credo; et io te similemente.
E che buone faccende ti menano?
lippo Mi manda Copo nostro per riscuotere               165
alcuni suoi danari, che gli debbono
li eredi di Mengoccio de la Semola.
fazio Quando giungesti?
lippo Giunsi ieri sul vespero.
fazio Or che si fa a Fiorenza?
lippo Si fa il solito.
Odo che ti sei fatto in corpo e in anima                170
cremonese, n pi curi la patria.
fazio Che vuoi ch'io faccia? A Firenze s premeno
le publiche gravezze, che resistere
non vi si pu qui mi ridussi, e vivomi
con la mia brigatella assai pi commodo.                175
lippo Tua moglie come sta?
fazio Sana, Dio grazia.
lippo Non avevate una figliuola? Parmene
pur ricordar.
fazio Ben ricordar potrebbeti
d'una fanciulla, che ci abbin da piccola
allevata e tenuta cara, e amiamola                      180
pi che figliuola.
lippo Vostra reputavola.
fazio Nostra figliuola ella non  lasciataci
fu da sua madre, la qual, capitataci
in casa inferma, dopo dieci o dodici
giorni che v'alloggi, si mor.
lippo Avetela                                           185
ancora maritata?
fazio Maritatala
avevamo, e s bene, che pochissimi
partiti in questa terra si trovavano
meglior di quello; poi c' entrato il diavolo
dentro, s che talor vorrei non essere                  190
nato.
lippo Me incresce d'ogni tua molestia.
fazio Ben ne son certo.
lippo E se in ci far servizio
ti posso, mi commanda.
fazio Ti ringrazio.
lippo E s'io sapessi il caso, e potessi utile
farti o di fatti o di parole, avrestimi,                195
quanto altro amico abbi al mondo, prontissimo.
fazio Se quando ero a Firenze, Lippo, amavoti
quanto me stesso, e s'ancor mai nasconderti
non volsi n potei cosa che in animo
avessi, io non voglio ora che l'assenzia                200
di cinque anni o di sei possa del solito
suo aver mutato la benivolenzia
mia verso te; e ch'in te la mia fiducia
non sia in Cremona quale era in la patria.
lippo Io ti ringrazio di queste amorevoli               205
parole e buona volunt; e certissimo
render ti puoi che da me n'abbi il cambio
e sia quel che si voglia che ne l'intimo
de' miei secreti por ti paia, ponloci
sicuramente, che depositario                            210
ti sar in ogni parte fedelissimo.
fazio Or odi. Nella casa qui di Massimo
un costumato e gentil giovane abita,
nomato Cintio, il qual da questo Massimo
 stato tolto per figliuol, con animo                   215
(perch non ha alcun altro, et  ricchissimo)
di lasciarlo suo erede. Or questo giovine
gli ha quella riverenzia et osservanzia
che imaginar ti di che convenevole
sia a persona che aspetti d'aver simile                 220
ereditade; quando n per vincolo
di sangue  indotto a fargli, n per obligo,
n per altro rispetto, che per libera
volont propria, s gran beneficio.
Essendoci vicino questo giovine,                        225
come io ti dico, e tal volta venendoli
veduta la fanciulla, che Lavinia
si chiama, all'uscio o alle finestre, accesesi
oltra modo di lei.
lippo Fatta debbe essere
bella, per quanto di lei far giudicio                   230
si potea da fanciulla.
fazio Ha assai buon'aria.
Odi pur. Cintio cominci a principio
con preghi e con proferte di pecunia
a tentarla ella sempre con modestia
gli rispondeva, o gli facea rispondere,                 235
che sua altrimente non era per essere
che legitima moglie, e con licenzia
mia; che m'ha in gran rispetto, n mi nomina
se non per padre. Questo avrebbe il giovane
fatto, senza guardare all'osservanzia                   240
che debbe al vecchio et al pericol d'essere
cacciatone di casa. S'accordatomi
fuss'io con lui, sarebbe il matrimonio
seguito; ma vedend'io che poco utile
m'era dargli Lavinia, succedendone                      245
di Massimo l'offesa e la disgrazia,
producea in lungo la cosa, ch al giovine
non volea dar repulsa n promettere
liberamente. Dur questa pratica
forse quattro anni all'ultimo, vedendolo                250
perseverare in questo desiderio
s lungamente, e conoscendo il giovane
da ben, mi parve non fosse da perdere
s rara occasone; e confidandomi
ch'egli  discreto, e che faria procedere               255
queste cose secrete, fin che Massimo
ci desse luoco, il qual, secondo il termine
del corso natural, non devria vivere
per gran tempo, fui contento darglila.
Cos in presenzia di due testimonii                     260
operai che in secreto spos Cintio
la fanciulla, e in secreto accompagnaronsi,
et in secreto ancor sin qui goduti si
sono, e successo il tutto era benissimo.
lippo Cotesto "era" mi spiace or questo Cintio          265
si debbe esser mutato di proposito?
fazio Cotesto no Lavinia ama egli al solito.
lippo Che ci  dunque?
fazio Dirtelo. Non passano
tre mesi che, nulla sappiendo Massimo
di questa trama, con li amici pratica                   270
fece che Abondio, cittadin ricchissimo
di questa terra, gli promesse, e dieronsi
la fede, ch'una sua figliuola, ch'unica
si trova aver, saria moglie di Cintio;
e conchiuser tra lor lo sponsalizio                     275
prima che noi n'avessimo notizia;
et alla sproveduta s lui colsero
che sposar gli la fero, e il d medesimo
menar a casa, s che dire il misero
non seppe una parola mai in contrario.                  280
lippo Cos Lavinia fia lasciata, e vedova
sar, vivendo il marito?
fazio Ne dubito
pur tentiamo una via che, succedendoci,
si potria far che 'l nuovo sponsalizio
non seguiria.
lippo Che via?
fazio Non ha ancor Cintio                               285
fatto alcun saggio di quest'altra femina.
lippo Cotesto non cred'io, che gli  impossibile;
ma che vi dia la ciancia ben vo' credere.
fazio Non mi d ciancia, no siane certissimo.
Non ti sarebbe a crederlo difficile                     290
se tu n'avessi, come abbin noi, pratica.
Ti dir pi, che se n' con la balia
la sposa querelata; e riferitolo
l'ha la balia alla madre e al padre Abondio
et Abondio se n' di poi con Massimo                    295
molto doluto; e Massimo, che sciogliere
non vorria il parentado, n che Cintio
s buona ereditade avesse a perdere,
 ito a ritrovar, non so se astrologo
o negromante debbo dir, un pratico                      300
molto circa a tal cose, et ha promessogli
donar venti fiorini se lo libera.
Vedi se ci dileggia o no.
lippo Che speri tu
che per tal fizone abbia a succedere?
fazio Che poi che stato sia sei mesi, or mettila        305
a un anno, Cintio in tanta continenzia,
pensando in fine Abondio che perpetua
sia questa infermitade et incurabile,
s'abbia a ritor la figliuola; e potendoci
di questo nodo questa volta sciogliere,                 310
non abbiamo di poi di che aver dubbio.
Ben saria pazzo, e bene avrebbe in odio
la cosa sua, chi pi di darla a Cintio
parlasse, poi che d'impotente e debole
ha nome.
lippo  bel disegno, e pu succedere,                   315
pur che Cintio stia saldo in un proposito.
fazio Non temo che si muti.
lippo S'egli seguita,
pel pi fedel lo lodo e da ben giovine
di chi io sentissi mai parlare. Or piacemi
d'averti visto. Dio sia favorevole                      320
a tutti i vostri desiderii! Possoti
far cosa che ti piaccia?
fazio Che domesticamente
alloggi qui meco.
lippo Io ti ringrazio.
Son con questi alloggiato da la Semola
et ho da far s con lor, che spiccarmene                325
posso male; et a pena ho avuto spazio
di venirti a vedere; et or m'aspettano.
fazio Verr a trovarti questa sera.
lippo Lasciati
per tua f spesso veder; e godiamoci
finch'io sto qui, pi che ci sia possibile.             330
fazio Cos faremo. - Ecco Cintio con Temolo.
Se tutti i servitori cos fossero
fedeli alli padroni, come Temolo
 a questo suo, le cose passerebbono
de li padroni meglio che non passano.                   335


scena terza
Cintio, Temolo, Fazio

cintio Temolo, che ti par di questo astrologo
o negromante voglio dir?
temolo Lo giudico
una volpaccia vecchia.
cintio Or ecco Fazio.
Io domandavo costui de l'astrologo
nostro quel che gli par.
temolo Dico ch'io il giudico                            340
una volpaccia vecchia.
cintio Et a voi, Fazio,
che ne par?
fazio Lo stimo uom di grande astuzia
e di molta dottrina.
temolo In che scenzia
 egli dotto?
fazio In l'arti che si chiamano
liberali.
cintio Ma pur ne l'arte magica                          345
credo che intenda ci che si pu intendere,
e non ne sia per tutto il mondo un simile.
TEM. Che ne sapete voi?
cintio Cose mirabili
di lui mi narra il suo garzone.
temolo Fateci,
se Dio v'aiuti, udir questi miracoli.                   350
cintio Mi dice ch'a sua posta fa risplendere
la notte e il d oscurarsi.
temolo Anch'io so similemente
cotesto far.
CINTIO Come?
temolo Se accendere
di notte ander un lume, e di d a chiudere
le finestre.
cintio Deh, pecorone! dicoti                            355
che estingue il sol per tutto il mondo, e splendida
fa la notte per tutto.
temolo Gli dovrebbono
dar gli speciali dunque un buon salario.
fazio Perch?
temolo Perch calare il prezzo e crescere,
quando gli paia, pu alla cera e all'olio.              360
Or sa far altro?
cintio Fa la terra muovere,
sempre che 'l vuol.
temolo Anch'io tal volta muovola,
s'io metto al fuoco o ne levo la pentola;
o quando cerco al buio se pi gocciola
di vino  nel boccale, alor dimenola.                   365
cintio Te ne fai beffe, e ti par d'udir favole?
Or che dirai di questo che invisibile
va a suo piacer?
temolo Invisibile? Avetelo
voi mai, padron, veduto andarvi?
cintio Oh, bestia!
Come si pu veder, se va invisibile?                    370
temolo Ch'altro sa far?
cintio De le donne e de gli uomini
sa trasformar, sempre che vuole, in varii
animali e volatili e quadrupedi.
temolo Si vede far tutto il d, n miracolo
 cotesto.
fazio U' si vede far?
temolo Nel populo                                       375
nostro.
cintio Non date udienza alle sue chiacchiere,
che ci dileggia.
fazio Io vo' saperlo narraci
pur come.
temolo Non vedete voi, che subito
un divien podestade, commissario,
proveditore, gabelliere, giudice,                       380
notaio, pagator de li stipendii,
che li costumi umani lascia, e prendeli
o di lupo o di volpe o di alcun nibio?
fazio Cotesto  vero.
temolo E tosto ch'un d'ignobile
grado vien consigliere o secretario,                    385
e che di commandar a gli altri ha ufficio,
non  vero anco che diventa un asino?
fazio Verissimo.
temolo Di molti, che si mutano
in becco, vo' tacer.
cintio Cotesta, Temolo,
 una cattiva lingua.
temolo Lingua pessima                                   390
la vostra  pur, che favole mi recita
per cose vere.
cintio Dunque, non vuoi credere
che costui faccia tali esperenzie?
temolo Anzi, che di maggior ne faccia, credere
vi voglio, quando con parole semplici,                  395
senza aver dimostrato pur un minimo
effetto, pu cavar di mano a Massimo
quando danari e quando roba. Or essere
potria prova di questa pi mirabile?
cintio Tu cianci pur, n rispondi a proposito.          400
temolo Parlate cose vere, o che si possino
credere almeno; e come  convenevole
rispondervi.
cintio Dimmi questo credi tu
che costui gran maestro sia di magica?
temolo Ch'egli sia mago, et eccellente, possovi         405
credere; ma che farsi li miracoli
che dite voi si possino per magica,
non creder.
cintio La poca esperenzia
c'hai del mondo n' causa. Dimmi credi tu
che un mago possa far cosa mirabile?                    410
Come scongiurar spirti, che rispondino
di molte cose che tu vogli intendere?
temolo Di questi spirti, a dirvi il ver, pochissimo
per me ne crederei; ma li grandi uomini,
e principi e prelati, che vi credono,                   415
fanno col loro esempio ch'io, vilissimo
fante, vi credo ancora.
cintio Concedendomi
questo, mi puoi similmente concedere
ch'io sono il pi infelice uomo e il pi misero
ch'oggi si truovi al mondo.
temolo Come? Seguita.                                   420
cintio S'egli venisse a scongiurar li spiriti,
non saprebbe egli ch'io non sono debole
com'io mi fingo? e la cagion del fingere
non sapria ancor? che con tal mezo studio
di tr da me la figliuola d'Abondio?                    425
e che Lavinia  mia moglie? Or sapendolo,
et al mio vecchio insieme riferendolo,
a che termin sono io?
temolo E' non  dubbio
che saresti a mal termine.
cintio Anzi a pessimo.
fazio Volete, Cintio, ch'io vi metta un ottimo          430
partito inanzi, sopra il qual fantastico
gi molti giorni, e concludo ch'altro essere
non ci pu, se non questo, salutifero?
cintio Dite.
fazio Mi par che costui sia molto avido
di guadagnare assai.
cintio Son del medesimo                                 435
parere anch'io. Che pi?
fazio Dunque rendetevi
certo ch'egli pi tosto vorr apprendersi
a quaranta, che a venti.
cintio L'ho certissimo.
fazio Il vecchio gli ha promesso, se vi libera,
di donar venti scudi; e, credo, trattone                440
le spese.
cintio Seguitate.
fazio Or ritrovatelo,
e tutto il desiderio vostro apriteli;
e una proferta fategli magnanima
di quaranta ducati, e che facci opera
che si dissolva questo sponsalizio.                     445
cintio Ma da chi trovar quaranta piccioli,
non che fiorini, in tal tempo?
fazio Lasciatene
a me la cura s'io dovessi vendere
letta e lenzuola, et ogni masserizia
c'ho in casa, e senza serbarmi una camera,              450
la casa stessa, proveder subito
a tal bisogno.
cintio In questa cosa, Fazio,
et in ogni altra, sempre mai rimettere
a voi mi voglio.
fazio Che ne di' tu, Temolo?
temolo Il medesmo che voi dite.
cintio Parendovi                                        455
dunque cos, gli parlar.
fazio Parlategli,
e tosto.
cintio Or ora, poich senza avolgermi
per la terra a cercarlo, io l'ho qui commodo
in casa.
fazio Egli  qui in casa?
cintio S.
fazio Chiamatelo
da parte, o vi serrate ne la camera                     460
con lui.
cintio Cos far.
fazio Ma ecco Massimo,
che a tempo vi d luoco. Resti Temolo
con esso voi; ch'io voglio ire a por ordine
che abbin questi danar che ci bisognano.


scena quarta
Massimo, Cintio

massimo Cintio.
cintio Messere.
massimo Odimi un poco voglioti                          465
pur dir quel che pi volte ho auto in animo,
et ho fin qui taciuto, non fidandomi
del mio parere. Or, quando altri concorrere
ci veggo ancora, tel vo' dir. La pratica,
la quale hai col vicino nostro Fazio,                   470
non mi par molto buona n lodevole
mal si confanno insieme i vecchi e i gioveni.
cintio Messer, cotesto parlare  contrario
a quel che dir solete che li gioveni,
praticando coi vecchi, sempre imparano.                 475
massimo Male imparar si pu, dove il discepolo
sa pi del suo maestro.
cintio Gli  da credere;
ma non v'intendo.
massimo Te l'ho dunque a lettere
di speciali a chiarir? Mal convenevole
mi par ch'un vecchio tenga cos intrinseca              480
domestichezza teco, il qual s giovane
e s bella figliuola abbi; e ti toleri
che da matina a sera tu gli bazichi
per casa, essendovi egli e non essendovi.
Per il tempo passato, che dal vincolo                   485
de la moglie eri sciolto, sempre vivere
t'ho lasciato a tuo modo, n molestia
mi dava che 'l vicino avesse infamia
per te; che del suo onor poco curandosi
egli, molto men io debbo curarmene.                     490
Ma or c'hai moglie a lato, e che i tuoi suoceri
si son doluti meco di tal pratica,
et han sospetto che queste sue femine
t'abbiano cos guasto, voglio rompere
lo scilinguagnolo, e dir che malissima-                 495
mente fai, pi tenendo cotal pratica.
cintio Non  per mal effetto s'io gli pratico
in casa; e non  tra me e quella giovane
alcun peccato; e cos testimonio
me ne sia Dio. Ma chi pu le malediche                  500
lingue frenar, che a lor modo non parlino?
massimo Pur ciance! Che vi fai tu? Che commercio
hai tu con lor?
cintio Non altro che amicizia
onesta e buona. Ma in quali case essere                 505
sentite donne voi, ch'abbiano grazia,
che tutto il d non vi vadino i gioveni
(essendo o non essendovi i lor uomini)
a corteggiar?
massimo N l'usanza  lodevole;
cotesto al tempo mio non era solito.
cintio Doveano al vostro tempo avere i giovani,         510
pi che non hanno a questa et, malizia.
massimo Non gi; ma ben i vecchi pi accorti erano.
Mi maraviglio che al presente gli uomini
non sieno a fatto grassi come tortore.
cintio Perch?
massimo Perc'hanno tutti s buon stomaco.               515
Torna in casa e tien compagnia all'astrologo;
ch'io voglio ire a un mio amico, che mi accommodi
d'un suo baccin d'argento, che  assai simile
al mio, poi che non basta un solo, e vuolene
due. Di quest'altre cose che bisognano,                 520
n'ho in casa molte; e di parecchie datoli
ho li danari, acci che esso le comperi
secondo che gli piace. Io mi delibero
che, s'io dovessi ci c'ho al mondo spendere,
per me non stia che tosto non ti liberi.                525


ATTO SECONDO

scena prima
Nibbio

Per certo, questa  pur gran confidenzia
che mastro Iachelino ha in s medesimo,
che mal sapendo leggere e mal scrivere
faccia professone di filosofo,
d'alchimista, di medico, di astrologo,                  530
di mago, e di scongiurator di spiriti;
e sa di queste e de l'altre scenzie
che sa l'asino e 'l bue di sonar gli organi;
bench si faccia nominar lo astrologo
per eccellenzia, s come Virgilio                       535
il poeta, e Aristotele il filosofo;
ma con un viso pi che marmo immobile,
ciance, menzogne, e non con altra industria,
arriga et aviluppa il capo a gli uomini;
e gode, e fa godere a me (aiutandoci                    540
la sciocchezza, che al mondo  in abondanzia)
l'altrui ricchezze. Andiamo come zingari
di paese in paese; e le vestigie
sue tuttavia, dovunque passa, restano,
come de la lumaca, o per pi simile                     545
comparazion, di grandine o di fulmine;
s che di terra in terra, per nascondersi,
si muta nome, abito, lingua e patria.
Or  Giovanni, or Piero; quando fingesi
greco, quando d'Egitto, quando d'Africa;                550
et , per dire il ver, giudeo d'origine,
di quei che fur cacciati di Castilia.
Sarebbe lungo a contar quanti nobili,
quanti plebei, quante donne, quanti uomini,
ha giuntati e rubati, quante povere                     555
case ha disfatte, quante d'adulterii
contaminate, or mostrando che gravide
volesse far le maritate sterili,
or le suspizoni e le discordie
spegner che tra mariti e mogli nascono.                 560
Or ha in pi questo gentiluomo, e beccalo
meglio che frate mai facesse vedova.


scena seconda
Astrologo, Nibbio

astrologo Proveder ben al tutto io lasciatene
a me pur il pensier.
nibbio S s, lasciatene
la cura a lui non vi potete abbattere                   565
meglio.
astrologo Oh, tu se', Nibbio, costi? Volevoti
a punto.
nibbio Anzi vorreste un altro simile
a quel che resta cost dentro, ch'utile
poco avrete di me.
astrologo Vorrei de' simili
pi tosto a questo che meco fuor escono.                570
Ve' che non t'apponesti.
nibbio Come diavolo
faceste?
astrologo Dianzi me li diede Massimo,
che in certe medicine, che bisognano,
io li spendessi. Te' tu questi, comprane
due buone paia di capponi, e siano...                   575
tu intendi fa che di grassezza colino.
nibbio Vi chiamarete servito benissimo.
astrologo Dua baccini d'argento, che non vagliono
men di cento cinquanta scudi, voglioti
far vedere in man mia credo che Massimo                 580
vorr uno scritto di mano, e in presenzia
di qualche testimonio consegnarmeli.
nibbio Fate a mio senno, padron come avutili
avete, andiamo a Ferrara o a Vinegia.
astrologo Con s poco bottin tu vuoi ch'io sgomberi?    585
Credi tu ch'io non abbia pi d'un traffico
in questa terra piena di scioccaggine
pi che Roma d'inganni e di malizie?
Che s'io mi parto sol con questo, perdomi
cos mille ducati, come a studio                        590
andassi, ov'ha pi fondo il mare, a spargerli.
nibbio Ch'altro traffico, senza quel di Massimo,
avete voi?
astrologo N'ho con questo suo Cintio
un altro non minor; ma da cavarsene
tosto il guadagno fuor molto pi agevole,               595
da quel del vecchio suo diverso. Abbiamone
un altro poi, che val pi che non vagliono
insieme questi dua, n s'anco fossino
dua tanti; e tutti questi hanno un medesimo
principio. Tu devresti ben conoscere                    600
Camillo Pocosale, un certo giovene
bianco, tutto galante.
nibbio Pur conoscere
lo dovrei; cos spesso venire veggolo
con voi.
astrologo Ma tu non sai c'ha una bellissima
quantitade d'argenti, che lasciatili                    605
furon, con l'altra eredit, da un vescovo
suo zio; e l'altr'ier, ch'un pezzo stetti in camera
con lui, veder me li fe' tutti. Vagliono
settecento ducati, e credo passino.
nibbio Non  gi posta da lasciar farebbono             610
per noi.
astrologo Per noi faran, se mi riescono
alcuni bei disegni ch'io fantastico.
Questo Camil de la sposa di Cintio
 s invaghito, che quasi farnetica
ben fe' il meschino, prima che la dessino               615
a Cintio, ci che far gli fu possibile
per averla per moglie. Ora notizia
di questa debiltade et impotenzia
avendo de lo sposo, il quale il vomere
non pu cacciar nel campo, ha ripreso animo             620
e speranza che a s s'abbia a ricorrere,
volendolo ridursi che si semini.
E son pi giorni ch'a me venne, essendoli
detto c'ho tolto a ridrizzare il manico
de l'aratro; e due scudi in mano postomi                625
a prima giunta, indi il suo amor narratomi,
mi supplic piangendo che procedere
volessi in guisa alla cura di Cintio
che pi impotente restasse e pi debole
di quel che sia, e in modo che conoscere                630
mai non potesse carnalmente Emilia;
e cinquanta fiorin donar promessemi,
se il parentado facevo disciogliere.
nibbio Verso l'argenti cotesto  una favola
ma n i cinquanta fiorini anco putono;                  635
e mi par che 'l beccarli vi fia facile;
che tosto che dichiate al padre o al suocero...
astrologo Deh! insegnami pur altro che di mugnere
le borse, che gli  mio primo esercizio.
Non vo' che trenta fiorini mi tolghino                  640
seicento, e pi. Quegli argenti mi toccano
il cuor. Bisogna un poco che si menino
le cose in lungo, fin che giunga un commodo
di levar netto. In tanto non ci mancano
altri babbion, che ci daran da vivere.                  645
Sono alcuni animali, de i quali utile
altro non puoi aver che di mangiarteli,
come il porco; altri sono che, serbandoli,
ti danno ogni d frutto; e quando all'ultimo
non ne dan pi, tu te li ceni o desini,                 650
come la vacca, il bue, come la pecora;
sono alcuni altri, che vivi ti rendono
spessi guadagni, e morti nulla vagliono,
come il cavallo, come il cane e l'asino.
Similmente ne gli uomini si truovano                    655
gran differenzie. Alcuni, che per transito,
in nave o in ostaria, tra i pi ti vengono,
che mai pi a riveder non hai, tuo debito
 di spogliarli e di rubarli subito.
Son altri, come tavernieri, artefici,                   660
che qualche carlin sempre e qualche iulio
hanno in borsa, ma mai non hanno in copia;
tr spesso e poco al tratto a questi,  un ottimo
consiglio, perch se cos li scortico
a fatto, poco  il mio guadagno, e perdomi              665
quel che quasi ogni giorno pu cavarsene.
Altri ne le cittadi son ricchissimi
di case, possessioni, e di gran traffichi
questi devemo differire a mordere,
non che a mangiar, fin che da lor si succiano           670
or tre fiorini, or quattro, or dieci, or dodici;
ma quando vuoi mutar paese all'ultimo,
o che ti viene fin sul vivo o scortica.
In questa terza schiera  Cintio e Massimo,             675
e Camillo, che con promesse e frottole
in lungo meno, e menar, fin che aridi
non li truovi del latte un d poi, toltomi
l'agio ch'esser mi paian grassi e morbidi,
io trarr lor la pelle, e mangermeli.                  680
Ora, perch Camillo, finch commodo
mi sia di scorticarlo, m'abbia a rendere
il latte, di verdi erbe vo pascendolo
di speme, promettendoli d'accendere
s del suo amor questa Emilia, che, voglino             685
o non voglino i suoi parenti, subito
che lasci Cintio, non vorr congiungersi
ad altro uomo che a lui; e dato a intendere
gli ho che gi in questo ho fatto s buon'opera
che del suo amore ella si strugge; e lettere            690
et ambasciate ho da sua parte fintomi...
nibbio Non m'avete pi detto questa pratica.
astrologo E da sua parte ancora certi piccioli
doni arrecati gli ho, ch'egli ha gratissimi.
Questa matina egli mi di un bellissimo                 695
annelletto, ch'io dessi a lei.
nibbio Terretelo
per voi, o pur le lo darete?
astrologo Voglione
il tuo consiglio.
nibbio Per Dio, no.
astrologo Ma eccolo.
Sta pure all'erta, e fa il grossieri, e mostrati
di non aver le capre.
nibbio Star tacito.                                    700


scena terza
Astrologo, Camillo, Nibbio

astrologo Dove va questo inamorato giovene,
sopra tutti gli amanti felicissimo?
camillo Io vengo a ritrovare il potentissimo
di tutti i maghi, ad inchinarmi all'idolo
mio, cui miei voti, offerte e sacrificii                705
destino tutti; che voi la mia prospera
fortuna ste. Ah! ch'io non posso esprimere,
maestro, quant'ho verso voi buon animo.
nibbio (Credo che tosto muterai proposito.)
astrologo Queste parole meco non accadono;              710
in tutto quel ch'io son buono, servitevi
di me, che sempre m'avrete prontissimo.
camillo Ben ne son certo, e ve n'ho eterna grazia.
Ma ditemi, che fa la mia carissima
e dolcissima mia?
astrologo (Va via, tu, scostati                         715
da noi.)
nibbio (Ben vince costui tutti gli uomini
d'esser secreto. O buono aviso!)
astrologo Simili
cose non sono mai da dir, che v'odano
li famigli, che tuttavia riportano
ci che sanno.
camillo Io non ci avevo avvertenzia.                    720
Ma che fa la mia bella e dolce Emilia?
astrologo Arde per vostro amor, tanto ch'io dubito,
che s'io produco troppo in lungo a porvela
in braccio, come nieve al sol vedremola,
o come fa la cera al fuoco, struggere.                  725
nibbio (Ci ch'egli dice  bugia; ma saprgliela
s bene ornar, che gliela far credere.)
camillo Per non lasciarla dunque voi distruggere,
e me morir poi di dolor, forniscasi;
ch'io son ben certo, che dicendo libera-                730
mente voi, che impossibil sia che Cintio
mai consumi con essa il matrimonio,
che 'l padre suo non negher di darmela.
astrologo Mi fa ella ancor questi preghi medesimi.
A voi che amate, e che lasciate reggervi                735
all'appetito, par che ci far facilemente
si possa, perch'altra avvertenzia
non avete che al vostro desiderio.
Ma ditemi s'io dico che incurabile
sia la impotenzia di Cintio, e rimedio                  740
non gli abbia fatto ancor, non dar indizio,
anzi segno di fraude, evidentissimo?
camillo Sempre al vostro parer mi vo' rimettere.
nibbio (Come  soro e innocente questo giovane!)
astrologo Almen voi ste pi di lei placabile.          745
camillo Ella non fa cos?
astrologo Cos, eh? S'incollera,
non mi vuole ascoltar, e piange, e dicemi
ch'io meno in lungo questa trama a studio.
camillo Io non dir mai pi che a voi possibile
non sia ogni cosa, poi che cos accendere               750
di me l'avete potuta s subito
da la quale, in cinque anni che continuamente
ho amato e servito, un segno minimo
non potetti aver mai d'esserli in grazia.
nibbio (Quando lo battezzar non doveva essere           755
sale al mondo, che non trovar da porgliene
un grano in bocca.)
astrologo Ho ben meco una lettera
ch'ella vi scrive.
camillo Che cessate darmela?
astrologo La volete vedere?
camillo Io ve ne supplico.
(Questa esser de' la lettera che scrivere               760
gli viddi dianzi; or gli dar ad intendere
che scritta di man sua glie l'abbia Emilia.)
camillo Di quelle man, pi che di latte candide,
pi che di nieve,  uscita questa lettera?
nibbio (Uscita  pur di man rognose e sucide            765
del mio padron tientela cara, e baciala.)
astrologo Prima da lo alabastro, o sia ligustico
marmo, del petto viene, ove fra picciole
et odorate due pome giacevasi.
camillo Dal bel seno de la mia dolce Emilia             770
dunque vien questa carta felicissima?
astrologo Sua bella man quindi la trasse, e dimela.
nibbio (Cos t'avesse dato il latte mammata!)
camillo O bene aventurosa carta, o lettera
beata, quanto  la tua sorte prospera!                  775
Quanto t'hanno le carte a avere invidia,
de le quali si fan libelli, cedule,
inquisizioni, citatorie, esamine,
istrumenti, processi, e mille altre opere
de' rapaci notari, con che i poveri                     780
licenzosamente in piazza rubano!
O fortunato lino, e pi in questo ultimo
degno d'onor, che tu sei carta fragile,
che mai non fusti tela, se ben tonica
fusti stata di qual si voglia principe;                 785
poi che degnata s' la mia bellissima
padrona i suoi secreti in te descrivere!
nibbio (Sar pi lunga del salmo l'antifona.)
camillo Ma che tardo io d'aprirti, et in te leggere
quanto m'arrechi di gaudio e di iubilo,                 790
di ben, di gioia, di vita?
astrologo Fermatevi
fate a mio senno.
camillo Di che?
astrologo Andate a leggerla
a casa vostra.
camillo Perch non qui?
astrologo Dubito
che, avendo fatto a questa chiusa lettera
tante esclamazoni e cerimonie,                         795
tosto che voi l'apriate, e le carattere
veggiate impresse da quel bianco avorio,
le parole gustiate suavissime
che si spiccan dal suo cuore ardentissimo,
ch'un svenimento per dolcezza v'occupi                  800
tal che caschiate in terra, o per letizia
leviate un grido, s che intorno accorrano
tutti i vicini.
camillo Non far lasciatemi
legger, maestro.
astrologo Leggetela.
camillo Leggola.
Signor mio car... Non dovea questo titolo               805
darmi, ch'io le son servo.
astrologo Seguite.
camillo Unica
speranza mia. O parola meliflua!
astrologo Anzi pur zucariflua, che ignobile
 il mel.
camillo Voi dite il ver.
astrologo Seguite.
camillo O anima
mia, o vita mia, o luce mia! Mi cavano                  810
queste parole il cor. Vi prego e supplico
per quanto ben mi volete... Fortissimo
scongiur!
nibbio (Debbe esser materia difficile,
che vien di parte in parte comentandola.)
camillo E per l'amor, che grande e inestimabile         815
io porto a voi, facciate quanto intendere
a bocca da mia parte il nostro astrologo
vi far n pensate gi di prenderci
scusa, che n impossibil, n difficile
 per questo ch'io vi fo richiedere.
Se ste mio, come io vostra, chiarirmene                820
pu questa pruova. State sano e amatemi.
nibbio (Cuius figurae? ben si pu dir simplicis.)
astrologo Ste vo' al fine?
camillo S, ma che accadevano
preghi? non  ella certa che, accennandomi,             825
mi pu cacciar nel fuoco? e domandandomi
il cuor, son per spararmi il petto, e darglielo?
Che ho a far?
astrologo , come vedete, lettera
credenzale oggi vi far intendere
quel che da parte sua v'ho a dir. Lasciatevi            830
riveder.
camillo Non  meglio ora spedirmene?
astrologo La cosa importa, e non  da passarsene
in tre parole o in quattro differiamola
pi tosto da qui un pezzo, che pi libero
io sia che non sono ora, che da Cintio                  835
sono aspettato. Io vo' con lui conchiudere
un mio disegno, a cui diedi principio
dianzi, che tutto sia per a vostro utile.
Et ecco che esce la madre di Emilia.
Che non vi vegga meco! Nibbio, seguemi.                 840


scena quarta
Madonna, Fantesca

madonna Confortati, figliuola, che rimedio,
fuor ch'al morire, ad ogni cosa truovano
le savie donne. Or resta in pace. - Ah misera
umana vita! a quanti strani e insoliti
casi  suggetto questo nostro vivere!                   845
fantesca In f di Dio, che tr non si dovrebbono
se non a pruova li mariti.
madonna Ah bestia!
fantesca Che bestia? Io dico il ver. Mai non si compera
cosa, che prima che non si consideri
dentro e di fuor pi volte. Se in un semplice           850
fuso il vostro danaio avete a spendere,
dieci volte a guardarlo bene e volgere
per man tornate et a barlume gli uomini
si torran poi, che tanto ci bisognano?
madonna Credo che sii ubriaca.
fantesca Anzi pi sobria                                855
unqua non fui. Io conobbi una savia,
gi mia vicina, che si tenne un giovene
ogni notte nel letto pi di sedici
mesi, e ne fece ogni pruova possibile;
e poi che a tal mestier ben le parve utile,             860
de la figliuola sua, ch'ella aveva unica,
lo fe' marito.
madonna Va, scrofa, e vergognati.
fantesca Dunque mi debb'io vergognare a dirve la
verit? S'anco voila esperenzia
fatta aveste di Cintio, a questo termine                865
non sareste. Ma che pi? Persuadetevi
che sia tutto uno, poi che esperenzia
n'ha fatto Emilia tanti d. Lasciatelo
in sua mala ventura, e d'altro genero
provedetevi. Ma prima provatelo                         870
fate a mio senno.
madonna Uh, che consiglio, domine,
mi d costei!
fantesca Se non volete prendere
questo, vene do un altro a me lasciatelo
provar; s'io il provo, sapr far giudicio
se ne n'avr da contentare Emilia.                      875
madonna O brutta, disonesta e trista femina,
serra la bocca in tua malora, e seguimi.


ATTO TERZO

scena prima
Astrologo, Cintio, Nibbio

astrologo Cintio, siate pur certo che narratomi
voi non avete cosa che benissimo
io non sapessi prima; e se i rimedii                    880
ben mostravo di farvi, ch'esser sogliono
salutiferi e buoni a chi sia all'opera
de le donne impotente, perci a credere
che vi fussin bisogno non m'avevano
indotto vostre finzoni; e avevovi                      885
compassone; e perci a i desiderii
vostri mi avete sempre favorevole
ritrovato, pi tosto che contrario.
cintio S'io da voi per adietro, non sapendolo
n ve ne richiedendo, ebbi alcun utile,                 890
ve ne sono obligato, et in perpetuo
ve ne sar; ma poi che, non pregandovi,
m'avete fatto quel che dite, e credovi;
quant'ora pi, ch'io ve ne prego e supplico,
e riconoscer posso il benefizio,                        895
di bene in meglio devete procedere?
Il che potete far molto pi facile
mente, che non potreste quel che Massimo
vorria. Qui non accade altro, che liberamente
al mio vecchio, et a gli altri rispondere,              900
che l'impotenzia mia non  curabile.
astrologo S'al vecchio e a gli altri io volessi rispondere
che l'impotenzia non fosse curabile,
credete voi che 'l vecchio avesse a credermi
s facilmente, e che mandasse subito                    905
la sposa a casa? Cintio, non si credono
cos tosto le cose che dispiaceno;
e potrei dar sospetto che ad istanzia
l'avessi detto di qualcun che invidia
vi portasse, o che avesse desiderio                     910
di ritirar a casa sua questo utile.
Ma vi veggo altra via, pi riuscibile
e pi breve di questa, da far subito
levar costei di casa vostra, e andarsene
l donde venne.
cintio Se 'l vi piace, ditela.                          915
astrologo Non vo' che costui m'oda. - Va tu, scostati,
dacci un po' luoco non volere intendere
sempre ci che si dice.
nibbio (Come dettomi
non abbia il suo disegno, e ci c'ha in animo
di far!)
astrologo Non son da dir cose che importano             920
alla presenzia de' famigli.
nibbio (Un simile
secretario non ha il mondo. Se i principi
la conoscesson, com'io, lo vorrebbeno
per impiccarlo dico.)
astrologo Ora a proposito
nostro, io vo' far che costei vi sia subito             925
tolta di casa.
cintio Se 'l vi piace, ditemi
il modo.
astrologo Prima ch'io vel dica, voglio mi
promettiate di non parlarne ad anima
viva; n a questi vostri secretarii,
de' quai l'un v' famiglio e l'altro suocero;           930
n a vostra moglie ancora; che parlandone
a chi si voglia, porreste a pericolo
me di morte, ambidui voi d'ignominia.
E se, senza saperlo voi, far l'opera
potessi, io la farei di miglior animo.                  935
cintio S'io v'obligo la fede di star tacito,
temete ch'io non ve la servi?
astrologo Credovi
ch'abbiate or questa intenzon; ma subito
che colei sia con voi, senza avedervene,
ci ch'avr detto, pur che voglia intenderlo,           940
direte; e tutto un d non  possibile
che cosa occulta stia, che sappia femina.
cintio N con lei, n con altri son per muovere
parola.
astrologo E cos promettete?
cintio V'obligo
la fede mia.
astrologo Vel dir dunque uditemi.                      945
Io voglio far che ritroviate un giovene
questa notte nel letto con Emilia.
cintio Che avete detto?
astrologo Che troviate un giovene
questa notte nel letto con Emilia.
Non m'intendete?
cintio Forse me medesimo                                950
ci trovar.
astrologo Dicovi un altro giovene,
che le dar di quello in abondanzia
che le negate voi.
cintio Dunque ella  adultera?
astrologo Cotesto no, ma casta e pudicissima;
ma sar tosto giudicata adultera                        955
dal vecchio, onde vi sia cagion legitima
seco, e con tutto il mondo, di ripudio;
e quando ancor voi non voleste, Massimo
so non la terr in casa, e vorr subito
che torni a casa il padre.
cintio Ah, sar scandalo                                960
et infamia perpetua de la giovane!
astrologo E che noia vi d, pur che la lievino
di casa vostra, e che mai pi non abbino
a rimandarla? Non guardate, Cintio,
mai di far danno altrui, se torna in utile              965
vostro. Siamo a una et, che son rarissimi
che non lo faccian, pur che far lo possano;
e pi lo fan, quanto pi son grandi uomini;
n si pu dir che colui falli, ch'imita
la maggior parte.
cintio Fate voi guidatemi
come vi par. Gli  ver, se gli  possibile              970
far altramente che con tanto scandolo
e tanto disonor di questa giovane,
io ci verr di molto miglior animo.
astrologo Verrete solo a trovarmi alla camera...        975
nibbio (Se vi vai, te l'attacca.)
astrologo Che per ordine
vi mostrar che non ci sia lo scandolo,
n il disonor, che vi date ad intendere.
nibbio (Il mio patron ara col bue e con l'asino.)
astrologo Sollecitate voi pur questo suocero            980
vostro, che questa sera i danar siano
apparecchiati, s ch'io possa prenderli
tosto ch'abbiate avuto il desiderio
vostro voi; ch'io non vo' pi lungo termine
di questa notte, a far che tutto seguiti                985
ci ch'io prometto.
cintio Io vo a trovarlo.
astrologo Siavi
a mente, che fra noi le cose stiano
secrete.
cintio Saran pi che secretissime.


scena seconda
Astrologo, Nibbio

astrologo Poich'io truovo fortuna tanto prospera
a tutti i miei disegni, egli  impossibile              990
che questi argenti di Camil mi fugghino
oggi di mano. Verso lor mi paiono
tutti quest'altri guadagnucci favole.
Pensavo dianzi, s'io potevo in termine
di dieci giorni averli, o al pi di quindici,           995
che avrei fatto una de le prove d'Ercole
ma poi che m'ha parlato questo Cintio,
e dettomi in che grado si ritrovano
le cose, mi parr, s'io tardo a farmene
signor fino a domani, ch'io possa essere               1000
d'ignoranzia imputato e dappocaggine.
Ma gli  stato bisogno di prevertere
e sozopra voltar tutto il primo ordine.
Avevo disegnato che la lettera
credenzal, c'ho da parte d'Emilia                     1005
data a Camil, m'avesse a far servizio
in una cosa; or bisogna servirmene
in un'altra pi degna e pi proficua.
nibbio De le tre starne che in pi avete, ditemi,
qual mangiarete?
astrologo Vedra'mi ir beccandole                       1010
ad una ad una, et attaccarmi in ultimo
alla pi grassa, e tutta divorarmela.
nibbio Eccoven'una, e la miglior mettetevi,
se avete fame, a piacer vostro a tavola.
astrologo Chi ? Camillo?
nibbio S.
astrologo S ben mangiarmelo                           1015
voglio, che l'ossa non credo ci restino.


scena terza
Camillo, Astrologo, Nibbio

camillo Io son tornato.
astrologo Io il veggo.
camillo Ora chiaritemi
che vuol da me la mia padrona.
astrologo Vuolevi
seco nel letto questa notte, e stringervi
ne le sue braccia, e pi di cento milia                1020
volte baciarvi, e del resto rimettersi
alla discrezon vostra.
camillo Deh, ditemi
quel ch'ella vuol, ch'io non ho s propizie
le stelle, che s tosto debba giungere
a tanto bene.
astrologo Io dico il vero, e credere                   1025
non mi volete? Vuol che ne la camera
con lei vi ponga questa notte.
camillo E Cintio
dove sar?
astrologo Vo' ch'al mio albergo Cintio
alloggi questa notte sotto specie
di farli certi bagni, li quali utili                   1030
debbian esserea questa sua impotenzia.
Or che pensate?
camillo Penso che difficile
cosa mi pare e di molto pericolo.
astrologo Pericolo, eh?
camillo S come avessi a scendere
nel lago de' leon di Babilonia.                        1035
astrologo E mi soggiunse poi, che ritraendovi
voi d'ire a lei, vuole ella a voi venirsene.
Credete ch'io motteggi? Vi certifico
ch'ella  in tal voglia; che voglia?  in tal rabbia
d'esser con voi, che quando questa grazia              1040
d'ire a lei li neghiate, ella fuggirsene
vuol dal marito stanotte, e venirsene
a ritrovarvi a casa.
camillo Ah no, levatela
di tal pensier, che fra il maggior scandolo,
il maggior scorno, il maggior vituperio                1045
ch'al mondo accader mai potesse a femina.
astrologo Pensate pur c'ho usato la retorica,
n ci seppi trovar altro rimedio
che di darle la fede mia di mettervi
questa notte con lei.
camillo Voi consigliatemi                              1050
d'andarvi?
astrologo Senza dubbio; perch andandovi
la potrete dispor che dieci o dodici
giorni anco aspetti; fin che con licenzia
del padre, e con satisfazione e grazia,
e de parenti e de amici, legitima-                     1055
mente e con onor possa a voi venirsene.
nibbio (Vi par che 'l ciurmator sapr attaccargliela?)
camillo E come potrebbe essere, che andandovi
io non pericolassi?
astrologo Non ne dubito,
qual volta voi v'andaste non sappiendolo               1060
io; ma con mia saputa sicurissimo,
come vo' andaste in casa vostra propria.
camillo Come v'andr?
astrologo Son cento modi facili
da mandarvi sicur. Vi far prendere
forma, s'io voglio, d'un cane dimestico                1065
o di gatto. Or che direste, vedendovi
trasformare in un topo, che  s piccolo?
camillo Forse anco in pulce o in ragno cangiarestemi?
nibbio (Io mi vo' discostar, per non intendere
questi ragionamenti, che impossibile                   1070
mi saria udirli, e non scoppiar di ridere.)
astrologo Cangiar vi posso in quante varie specie
son d'animali, e farvi indi rassumere
la propria forma; vi posso invisibile
mandar. Ma udite potreste, volendovi                   1075
mutar in cane o in gatto, guadagnarvene
qualche mazzata, e nel tempo pi commodo
voi sareste cacciato de la camera.
camillo Dunque, fia meglio mandarme invisibile?
astrologo Invisibil per certo; ma dissimile-           1080
mente da quel che pensate. Volendovi
mandar al modo che dite invisibile,
trovar bisognarebbe una elitropia;
et a sacrarla, et a metterla in ordine
come si debbe non abbiamo spazio.                      1085
Ma serbando gl'incanti quando siano
pi di bisogno, ho pensato che chiudere
vi far in una cassa, e ne la camera
di lei portar; e a tutti dar a intendere
che quella cassa sia piena di spiriti;                 1090
s che non sar alcun che d'appressarsele
ardisca a quattro braccia, fuor che Emilia,
che sa il tutto. Ella poi ne verr tacitamente,
e trarrvi de la cassa.
camillo Intendovi;
ma mi par che ci sia molto pericolo.                   1095
astrologo Volevate test, solo accennandovi
lei, cacciarvi nel fuoco, e il petto fendervi;
et ora ella vi prega di s facile
cosa, e con piacer vostro, e state attonito?
E vi par che ci sia tanto pericolo?                    1100
camillo Di lei, non di me temo.
astrologo Ah diffidenzia!
dove son io potete voi, sentendomi
ch'io vi sia presso, temer di pericolo?
camillo Non potreste altramente che chiudendomi
in una cassa, con lei por?
astrologo Facillima                                    1105
mente; ma non gi s'io non ho pi spazio.
camillo Dunque tre giorni o quattro differiscasi.
astrologo Io per me differir son contentissimo
sei giorni, o dieci, o un anno, pur che Emilia
differir voglia. Ma non vuol rendetevi                 1110
certo che questa notte  per fuggirsene,
come v'ho detto. Io non vi posso esprimere
l'ardore, il desiderio, il furor, l'impeto,
in che si truova. Ogni modo, aspettatela
stanotte.
camillo Prima che patirlo, vogliomi                    1115
non solo in una cassa, ma rinchiudermi
ne la fornace ove il vetro si liquida.
astrologo Non dubitate. Ditemi, la camera
vostra guarda a levante?
camillo S fa.
astrologo  ottima
pel mio bisogno. Stanotte serrarmivi                   1120
dentro voglio...
camillo A che effetto?
astrologo N mai chiudere
gli occhi, ma dire orazoni, e leggere
certe scongiurazioni potentissime,
da far che tutti qui in casa di Massimo,
insino a i topi, eccetto Emilia, dormano.              1125
camillo Come potete star ne la mia camera
questa notte, volendo tener Cintio
alla vostra con voi?
nibbio (Abbia memoria
chi bugiardo esser vuol.)
astrologo Cos non dormeno
i ghiri, come vo' che dorma Cintio,                    1130
tosto che giunga. Ho gi fatto il sonnifero.
Dite alli vostri di casa che m'aprino
la porta questa notte, e m'ubidischino
come voi proprio; che voglio che veglino
meco e, secondo dir lor, m'aiutino.                   1135
camillo Cos far.
astrologo Ma non abbin da perdere
tempo. Trovate una cassa, che commodamente
capirvi potiate, e aspettatemi
in casa.
camillo Volete altro?
astrologo Non altro.
nibbio Eccovi
che, levata una vivanda di tavola,                     1140
l'altra ne vien.
astrologo Venga pur, c'ho buon stomaco
da mangiarmela. Or pon da bere e ascoltami.


scena quarta
Massimo, Astrologo, Nibbio

massimo O maestro, a tempo vi veggo venivovi
a punto a ritrovar.
astrologo Et io voi similemente
volevo.
massimo Io venia a farvi intendere                     1145
c'ho trovato un baccino assai simile
al mio, e son quasi d'un peso medesimo.
astrologo Mi piace or che son due, potr far l'opera
utile e fruttuosa. Ma ascoltatemi
prima ch'io sguiti altro, provar, Massimo,            1150
vo' cosa, che pochi altri maghi o astrologhi
vorrebbon fare o, volendo, saprebbeno.
massimo Che cosa?
astrologo Vo' veder, prima che a crescere
pi cominci la spesa, se sanabile
 questo male o no; che conoscendolo                   1155
senza rimedio pur ( quod praesupponere
nolo), pi onor a me, et a voi pi utile
saria, se chiaro vel facessi intendere.
massimo So che non fia incurabile mettetevi
pur alla cura sua con sicuro animo.                    1160
Non  se non malia, che uomo o femina
gli ha fatto per invidia, che disciogliere
facil vi fia.
astrologo Cos credo debb'essere;
ma potria questa ancora esser stata opera
d'alcuno incantator s dotto e pratico                 1165
che la cura saria lunga o impossibile.
massimo Non vo' creder che sia di questa pessima
sorte.
astrologo E se fusse?
massimo Se fusse, pazienzia.
astrologo Se fusse, non saria meglio a conoscerlo,
prima che pi le spese augumentassino?                 1170
massimo S.
astrologo Vo' per questo porre in un cadavere
uno spirto, che con intelligibile
voce la causa di questa impotenzia
di Cintio dica; e poi sapr o promettervi
di risanarlo, o di speranza torvene.                   1175
Or dove potren noi trovare un camice
nuovo, che mai non sia pi stato in opera?
massimo Non so.
astrologo Con ventidua braccia farebbesi
di tela, ma sottile e candidissima.
nibbio (Di camicie ha bisogno, e non di camice.)       1180
astrologo Bisogna far la stola e dua manipuli
di drappo nero, e porne a pi del camice
dui quadri, e dua nel petto, e in fronte all'amito
un terzo, come i sacerdoti gli usano,
quando alle feste solenni s'apparano                   1185
con quattro braccia il tutto fornirebbesi.
nibbio (S, d'un capestro il suo farsetto  logro; ne
vorrebbe un nuovo.)
astrologo Ah! quasi che 'l pentacolo
m'ero scordato.
massimo Ho in casa de le pentole
assai.
astrologo Pentole non, dico pentacoli.                 1190
nibbio (Per far nascer le calze il terren semina.)
massimo Vedren di torne in presto.
astrologo Non si prestano
tal cose.
massimo E come faren dunque?
astrologo Pensoci
me soviene che a questi giorni un monaco
mi parl che n'aveva uno da vendere,                   1195
n il prezzo mi parea disconvenevole;
so ben che non fu fatto da principio
per men di sei fiorini; ma per dodici
lire di queste vostre avria lasciatolo.
nibbio (Di qui far non sol le calze nascere,          1200
ma la berretta, e sin alle pantofole).
massimo Tanto cotesti pennacchi si vendono?
astrologo Io non dico pennacchi, ma pentacoli.
massimo C'ho a far del nome? Io miro a quel che costano.
astrologo S'io posso far che ve lo dia per undici      1205
lire e meza, a chiusi occhi comperatelo,
che sempre mai ve ne far aver undici
e de la tela e di quest'altre favole
sempre n'avrete il danaio, con perdita
di poco. Fate che i baccini s'abbiano                  1210
per consacrarli a tempo, s che possano
fare il bisogno.
massimo I baccin sono in ordine.
nibbio (Altro che calze e giubbon n'ha a riescere!)
massimo Ho da proveder altro?
astrologo Ci bisognano
dua torchi, assai candele, et erbe varie,              1215
e varii gumi per li suffumigii,
che 'l tutto coster quindici o sedici
carlini. O fate voi ch'oggi si comprino,
o a me ne date li danari e il carico.
nibbio (La mignatta  alla pelle, n levarsene         1220
vorr fin che di sangue vi sia gocciola.)
massimo Andate in tanto a veder voi se il monaco
ha pi quel suo spantacchio.
astrologo No, pentacolo.
massimo Tant' saldate il prezzo, che poi Cintio
mandar a voi con li danari, sbito                    1225
che torni a casa, perch tutte comperi
con esso voi le cose che bisognano.
astrologo Fate che venga tosto, che far vogliovi
udir con le vostre orecchie uno spirito
con favella chiarissima rispondere,                    1230
che cosa vi parr bella e mirabile.
massimo Io n'avr gran piacer.
astrologo Voglio il cadavere
mandarvi in una cassa; ma non sappino
gli altri che cosa sia. Fatelo mettere
a canto il letto ove gli sposi dormono;                1235
che sua maggior virtude  che, accostandosi
al letto lor, di far che insieme s'amino,
s'ora ci fusse ben capitale odio.
Domatina, fornito che sia il camice,
verr ne l'alba a scongiurar li spiriti.               1240
massimo Come vi pare.
astrologo Ma abbiate avvertenzia,
e li vostri di casa si avvertischino
ancora, che per quanto la vita amano,
non aprano la cassa, n la muovano
dal luogo dove l'avr fatto mettere.                   1245
Un pazzo gi, che non mi volea credere,
ard toccare una mia cassa simile
costui vi dica che gli avenne.
massimo Dicalo.
nibbio Immantinente si vide tutto ardere.
astrologo Et arse in guisa, che non pur la cenere      1250
ne rest.
nibbio Ma quegli altri che vi volsero,
per trovar s'avevn roba da dazio,
guardar ne le valigie?
astrologo Deh! raccontali
che avenne lor.
nibbio In rane trasformaronsi,
e tuttavia alla porta dietro gracchiano                1255
a i forestier, che inanzi e indietro passano.
massimo E dove fu cotesto?
nibbio In Andrinopoli.
Voi trovareste in Vinegia un par d'uomini
che san la cosa a punto, e cos in Genova.
massimo Come vorrei volentier che vi desseno           1260
questi nostri un d noia, per vederveli
castigare. Io non credo che ne siano
de' pi molesti al mondo.
nibbio Conciariali
cos ben per un tratto, che in perpetuo
per lor Cremona avria di lui memoria.                  1265
massimo Oh, come fate bene ad avvertirmene!
Chi toccasse la cassa non sappiendolo?
astrologo Il toccarla, o sapendo o non sapendolo,
nente pu giovare, e molto nuocere
ma chi la aprisse o la toccasse a studio,              1270
non solo s, ma voi, con quanti fossino
in casa vostra, porria in gran pericolo.
massimo Oh, saria molto audace e temerario
chi ardisse aprirla, o la toccasse a studio!
Ma ben noto far questo pericolo                       1275
a tutti i miei di casa.
astrologo Mandarvela
per questo mio. Voi, come ho detto, fatela
por ne la stanza ove li sposi dormono,
a canto il letto, e fate poi la camera
serrar.
massimo Non mancher di diligenzia.                    1280
astrologo Io vo a farla arrecar.
massimo Io a farlo intendere
or ora a tutti i miei, che non facessino,
per non saperlo a tempo, qualche scandolo.
nibbio Cotesta  una gran tresca; che n'ha ad essere
al fin?
astrologo Tosar vo' ad una ad una e mungere            1285
quelle pecore c'hanno, chi il vello aureo,
chi d'argento. Torr i baccini a Massimo;
io non so ancor come far con Cintio;
Camil so ben che netto come bambola
di specchio, o come un bel baccin da radere,           1290
ha da restar. Mi vo' ne la sua camera
serrar, tosto ch'avr fuor invatolo
richiuso ne la cassa, e posti in opera
li suoi famigli, s che non mi guatino,
mentre casse, forzieri, scrigni, armarii               1295
gli andr aprendo e rompendo, e fuor traendone
li argenti, e appresso ci che dentro serrano
di buono; e ne la strada, dove guardano
quelle finestre, vo' che stia aspettandomi,
che acconciamente ad un spago attaccando le            1300
robe, e a parte a parte gi calandole
pian piano, te le facci in grembo scendere.
Fatto questo, che resta se non irsene
per Graffignana in Levante ben carichi?
Camillo in tanto ne la cassa, tacito,                  1305
Emilia indarno aspettando che a trarnelo
venga, al sgombrar ne dar spazio commodo;
n Massimo potr n potr Cintio
de la nostra levata prima accorgersi,
che a Francolin saremo.
nibbio C'ha a succedere                                1310
poi di Camillo?
astrologo Io lo dono al gran diavolo
egli sar ritrovato certissima
mente, e preso o per ladro o per adultero.
Poi ch'aspettato avr gran pezzo Emilia
che venga a trarlo de la cassa, all'ultimo             1315
converr pur che sbuchi, se morirsene
di fame non vorr; e quanto lo scandolo
sar maggior, la confusion, lo strepito,
tanto la fuga nostra fia pi facile.
Ma andiamo a ritrovarlo et a richiuderlo               1320
ne la cassa.
nibbio Andate oltre, ch'io vi seguito. -
Mio padrone  ben giotto, e pien d'astuzia;
ma non gi de' pi cauti e pi saggi uomini
del mondo ch'ove gli appaia una piccola
speranza di guadagno, non considera
se l'impresa  sicura o di pericolo.                   1325
A i rischi a ch'egli si espone,  un miracolo
che cento volte impiccato non l'abbiano.
Ma non potr fuggir che non ci capiti
un giorno, e ben fors'io seco, s'io seguito            1330
pi troppo lungamente la sua pratica.


scena quinta
Fazio

Temo ch'avr mal consigliato Cintio,
a farli i suoi pensier dire all'astrologo.
Nol dico gi, ch'io voglia o possa credere
che, tolto sotto la sua fede avendoli                  1335
con tanti giuramenti, ma li publichi;
ma ben lo dico, perch assai mi dubito
che 'l ribaldo s'adopri pel contrario.
Veggo certi andamenti, che mi piacciono
poco. Non vo' restar per di mettere                   1340
questi danari insieme; e mi fia agevole
farlo, perch la madre di Lavinia
alla sua morte mi lasci una scatola
con certe annella, collanucce e simili
cose d'oro, che tutte insieme vagliono                 1345
cento scudi. Io non ho voluto venderle
mai, sperando ch'un d Lavinia facciano
riconoscer dal padre. Ora, accadendoci
questo bisogno, muter proposito,
e venderonne tante che mi bastino                      1350
a questa somma. Non avr lo astrologo
prima danaio, che levar Emilia
vegga di casa, e scior lo sponsalizio.


ATTO QUARTO

scena prima
Fazio, Temolo

fazio Sta pur sicura ch'io non son per dargliene
un soldo, prima ch'io non vegga l'opera                1355
degna de la mercede. - Or ecco Temolo.
Temo che apposto ti sia, che l'astrologo
sia una volpaccia d'inganni e d'astuzia
piena.
temolo Non volevate dianzi credermi.
fazio E temo ch'avren dato a Cintio un pessimo         1360
consiglio, a farli dir quel ch'al martorio,
s'avevamo cervel, dir non dovevasi.
temolo Che c' di nuovo?
fazio Ci , che assai mi dubito
che, poi che sa come le cose passano,
non faccia con qualche arte dabolica                  1365
che Cintio lievi da Lavinia l'animo,
e che tutto lo volga a questa Emilia.
Pur dianzi m' venuto a trovar Cintio,
e domandato m'ha con molta instanzia
cinquanta scudi per pagar lo astrologo,                1370
che tanti gli ha promesso. Io volea intendere
di parte in parte quel che insieme avessino
parlato, e quel c'ha promesso lo astrologo
di far, e a pena si degn rispondermi;
se non che disse - Fa pur che si truovino              1375
oggi questi danari, n ti prendere
cura il successo fia che ti significhi
quel ch'abbiamo concluso insieme. - E dettomi
cos, mi si lev dinanzi pallido,
e cambiato nel viso, e d'un'altra aria,                1380
n pi parea quel Cintio ch'egli  solito;
s ch'io sto in gran timor che questo perfido
ce la attacchi, e che gi qualche principio
dato abbia, e mezo guasto s buon animo.
temolo Et ho ancor io questo timor medesimo            1385
per altri segni; e tra gli altri, che il perfido
s' partito da Massimo, con ordine
di mandar una cassa di mirabile
virtude; e vuol che la si facci mettere
a canto al letto ove li sposi dormono,                 1390
ch'avr forza di far che insieme s'amino,
se ben fusse tra lor capital odio.
fazio Quando disse mandarla?
temolo Maravigliomi
che non sia qui. Disse mandarla subito
che fusse a casa.
fazio Egli n'ha senza dubbio                           1395
ingannati. Ah ribaldo!
temolo Ribaldissimo!
fazio Ma altretanto noi sciocchi, ch'aperto la
strada gli abbiamo, ove or ne viene a nuocere;
la qual non era per trovar, s'avessimo
me' saputo tacer.
temolo Or, non avendola                                1400
taciuta, che faremo?
fazio Trovar Cintio
bisogna, et avvertirlone. Che diavolo
so io? Ma dimmi  in casa?
temolo No.
fazio Saprestimi
insegnar ove sia?
temolo No.
fazio Pur trovarnelo
bisogna, e far ch'egli venga Lavinia                   1405
a racchetar, che non fa se non piangere,
s che mi par che a strugger s'abbia in lagrime.
et io ne son ben stato causa, avendole
detto ch'io stava in timor che lo astrologo
non facesse, per arte dabolica,                       1410
raffreddar verso lei l'amor di Cintio.
temolo Ah tu facesti mal! Ritorna, e lievale
questo timor, che non ci  quel pericolo
che le hai dipinto.
fazio Ci bisogna altr'opera
che la mia! Finch'ella non vegga Cintio,               1415
non  per confortarsi.
temolo Dunque truovalo.
fazio Ander in piazza.
temolo Va, sarebbe facile
che tu 'l trovassi... Tu non odi? Ascoltami.
Me' lo potresti ritrovar traendoti
verso l'albergo ove alloggia lo astrologo,             1420
che forse gli  con lui. Ma dove torni tu
con tanta fretta?
fazio Ah! che la cassa arrecano
c'hai detto.
temolo Ov'?
fazio Vieni ov'io sono e vedila.
temolo Chi la porta?
fazio Un facchin.
temolo Solo?
fazio Accompagnala
pur quel suo servitore.
temolo Ecci lo astrologo?                              1425
fazio L'astrologo non ci .
temolo Non ci ?
fazio Non, dicoti.
temolo Lascia far dunque a me.
fazio Che vuoi far?
temolo Eccoli
avvertisci a rispondermi a proposito.
fazio Che di' tu? Ma con chi parl'io? Ove diavolo
corre costui? Perch da me s subito                   1430
s' dileguato? Io credo che farnetichi.


scena seconda
Temolo, Fazio, Nibbio, Facchino

temolo O terra scelerata!
fazio Di che diavolo
grida costui?
temolo Non ci si pu pi vivere
tutta  piena di traditor...
fazio Che gridi tu?
temolo E d'assassini.
fazio Chi t'ha offeso?
temolo O povero                                        1435
gentiluomo!
fazio Mi par che tu sia...
temolo O Fazio,
gran piet!
fazio Che pietade?
temolo Oh caso orribile!
non m'ho potuto ritener di piangere
di compassione.
fazio Di che?
temolo Ahim! d'un povero
forestier, c'ho veduto or ora uccidere                 1440
d'una crudel coltellata, che datagli
ha un traditor sul capo, che nel volgere
del canto lo attendea.
fazio C'hai tu a curartene?
temolo Io gli avea posto amor, perch dimestico
era di casa nostra. Conoscevilo                        1445
tu?
fazio Che so io, se prima non lo nomini?
temolo Et io non so se sia spagnuolo o astrologo
o negromante lo chiaman lo astrologo.
nibbio Misero me! Che di' tu de l'astrologo?
temolo Oh, non t'aveva visto ancor non eri tu          1450
suo servitor? Il tuo patrone pessimamente
 stato ferito, e credo morto lo
abbia un ribaldo, il qual l'attendea al volgere
del canto.
nibbio Ahim!
temolo Dietro il capo gravissimo
 il colpo ognun v'accorre.
nibbio Ah! per Dio, insegnami                          1455
dov'egli .
temolo Va diritto fino al volgere
di questo canto; indi a man manca piegati
e corri, e quando tu se' a san Domenico,
volta a man destra, e fa ch'ivi ti mostrino
la via d'andare all'osteria del Bufalo.                1460
Ma che voglio insegnar? Non  possibile
errar. Va dietro a gli altri grandi e piccoli
v'accorron tutti.
nibbio O Dio!
temolo Non posso credere
che il truovi vivo.
facchino E dove ho io da mettere
la cassa?
nibbio O mastro Iachelino misero,                      1465
ben te lo predicevo io!
fazio Che farnetichi?
Dove, in s poco tempo che levato mi
sei da lato, hai sognato queste favole?
facchino Vada a sua posta non gli vo' gi correre
dietro. Almeno sapess'io dov'ho a mettere...           1470
temolo Tu l'hai da por qua dentro va, ti scarica
dove costui ti dir. Voi mostrateli
dove il padron ci disse, ne la camera
di sopra, a canto il letto di Lavinia.
fazio Di Lavinia?
temolo Dovreste pur intendere.                         1475
fazio T'ho inteso.
temolo Poi pagatelo, e mandatelo
via, ch'io non vo' cessar ch'io truovi Cintio.


scena terza
Cintio, Temolo, Fazio, Facchino

cintio Io truovo finalmente che rimedio
altro non ci , che far che paia adultera
costei.
temolo (Eccol, per Dio!)
cintio Darmi ad intendere                              1480
vuol pur, che potr quindi acquetar facilemente
la cosa, e non ci sar infamia
alcuna.
temolo Credo v'andate a nascondere,
quando a maggior bisogni vi vorressimo.
cintio Che bisogni son questi?
temolo Se Lavinia                                      1485
non ite tosto a consolare, ho dubbio
che morta poi la ritroviate.
cintio Ah! Temolo,
che l' accaduto?
temolo  in tal timor la misera,
che questo negromante con malefica
arte vi faccia mutar di proposito,                     1490
che si strugge, e uno svenimento d'animo
l' venuto.
cintio Non tema.
temolo E sta malissimo.
cintio Io vo a lei.
temolo Per vostra f.
fazio V'ha, Cintio,
detto costui come Lavinia.?
cintio Or eccomi,
ch'io vengo per cotesto.
fazio Confortatela.                                    1495
Non avresti potuto pensar, Temolo,
meglio.
temolo Pagate il facchino, e mandatelo
pur via, e mandatel ben lontano, e subito.
fazio Ve', questo  un grosso fammi anco un servizio.
facchino Lo far.
fazio Va alle Grazie, e di' al Vicario                 1500
ch'io mando a tr da lui quelli raponzoli,
di che ier gli parlai.
facchino Credo ci sieno
pi di dua miglia.
fazio E sian vuoi, se non, essere
pagato?
facchino Da cui parte li ho io a chiedere?
fazio Da parte di Bertel che fa le maschere.          14505
facchino Io vo.
fazio Va s lontan che non ci capiti
mai pi inanzi. Or vedrai che, se far utile
questa cassa incantata e beneficio
a donna debba al cui letto s'approssimi,
noi faren farlo alla nostra Lavinia;                   1510
non come avea disegnato lo astrologo.
temolo Voi dite il ver; ma meglio ancora vogliovi
insegnar.
fazio Di'.
temolo Venite su, e rompiamola
in pezzi; o in fondo a un cesso sotterriamola,
o brucinla pi tosto, che non n'odano                 1515
mai pi novella; e s'avien che ritornino
qui col facchino e voglino repeterla,
gagliardamente potiate rispondere
che il facchin mente e non san che si dicano.
Apri lor li usci, e lascia che la cerchino             1520
per tutto.
fazio Noi ci porremo a pericolo
di ruinala casa, che certissimo
sono che tutta sia piena di spiriti.
temolo Voi date fede a tai sciocchezze? O semplice
uomo! Sopra me sia tutto il pericolo.                  1525
Datemi una secur far li spiriti
e le scheggie volar insieme all'aria.
Ecco torna il famiglio de lo astrologo
me non corr egli qui. Dateli, Fazio,
a mangiar qualch'altra ciancia, e spingetelo           1530
via, ch'io vogl'ir di sopra, e mi delibero
di far che pi la cassa mai non trovino.


scena quarta
Nibbio, Fazio

nibbio Che uomin oggi al mondo si ritruovano,
che si dilettan, senza alcun loro utile,
di dar tuttavia a questo e a quel molestia!            1535
Ma io babbion, che mi credeva d'essere
il maestro di dar la baia, truovomi
ch'io non son buon discepolo, che correre
s scioccamente m'ha fatto una bestia.
Io me ne andavo quanto pi potevanmi                   1540
portar le gambe, e con gridi e con gemiti
iva chiedendo a quanti m'incontravano
del luogo, ove ferito o morto il misero
mio padrone giacesse; et ecco sentomi
da la sua voce richiamar. Rivolgomi,                   1545
e veggo lui, cos ben sano et integro
com'io l'avea lasciato, che m'interroga
se la cassa ripor secondo l'ordine
aveva fatto. Io non potea risponderli
per gaudio; pur finalmente raccontoli                  1550
quel ch'un ghiotton m'avea dato ad intendere.
Egli per questo m'ha fatto un grandissimo
romor e scorno, e rimandato subito
dietro alla cassa, de la quale carico
ho lasciato il facchino, n avvertitolo                1555
dove l'avesse a portare; e pur volgomi
intorno, e non lo so veder. U' diavolo
s' dileguato costui? Ma informarmene
sapr quest'uom da bene. - Che  del giovene
che m'ha dato la corsa?
fazio Non deve esserti                                 1560
maraviglia, perch tener  solito
in stalla barbareschi, e farli correre;
e veramente t'avr tolto in cambio
d'un cavallo.
nibbio In bon'ora, avr da rendergli
forse una volta anch'io questo servizio.               1565
Ma del facchin che cost lasciai carico,
sapete voi novella?
fazio Un pezzo in dubbio
stette dove la cassa avesse a mettere,
poi si risolse al fin d'andarla a mettere
in gabella, et andvi.
nibbio Ah, facchin asino,                              1570
indiscreto, poltron!
fazio Ben potrai giungerlo,
se corri un poco. - Corri pur, che il palio
ben ser tuo. Ma non  quello Abondio,
padre di Emilia? Non credo sia numero
alli ducati d'esto vecchio misero.                     1575


scena quinta
Abondio, Fazio, Camillo

abondio M'incresce pi ch'io vegga in bocca al populo
questa cosa, che d'alcun altro incommodo
che ci possa accader. Ho da dolermene
con Massimo, il qual  stato potissima
cagion, che se ne fanno in piazza i circoli.           1580
E ito a trovar medici et astrologhi
e incantatori, e fatto ha solennissime
pazzie, che a pena i fanciulli farebbono.
fazio (T'avessi pur in prigion, che sei milia
fiorini avrei da te, prima che fossino.                1585
Chi  questo fante, che in farsetto sgombera
Di casa mia con tal fretta?)
camillo O pericolo
grande!
fazio ( Camil Pocosal. Chi condotto lo
aver qui? Dio m'aiuti!)
camillo O perfidia
d'uomini scelerati!
fazio (Quando diavolo                                  1590
entr qua dentro?)
camillo O caso spaventevole!
o pericolo grande! o gran pericolo,
a che son stato qua su! Di chi debbomi
fidar mai pi, se quei che beneficio
hanno da me ricevuto e ricevono
tuttavia.                                              1595
fazio (Che grida egli?)
camillo mi tradiscono?
Bont divina, che tanta ignominia,
che tanto mal non hai lasciato incorrere!
O giustizia di Dio, che fatto intendere
tal cose m'hai che non mi de' rincrescere,             1600
per saperle, ch'io sia stato a pericolo
di lasciarci oggi la vita!
fazio (M'imagino
che qualche gran ruina n'ha da opprimere.)
camillo Ma da chi aver in presto ora potrebbesi,
da pormi sul farsetto, almeno un picciolo              1605
mantellino, per ire a trovar subito
Abondio.
abondio (Chi  quel che l mi nomina?)
camillo e fargli intender quanto, a suo perpetuo
scorno e de la figliuola, e ad ignominia
di casa sua.
abondio (Dio m'aiuti!)
camillo cercavano                                      1610
di far questi ribaldi?
abondio (Mi pare essere
Camillo Pocosale  desso.)
camillo Abondio,
non volevo altro che voi.
fazio (Non pu nascere
altro di qui, che danno et infortunio.)
abondio Io ti veggo cos in farsetto e in ordine       1615
per giocar forse alla palla? Provedeti
pur d'un altro, che sia a questo esercizio
miglior di me, ch'io non ci son molto agile.
camillo Non per giocar con voi a palle, Abondio,
vengo a trovarvi; ma per farvi intendere               1620
che vi sbalzano pi che palla, e giuocano
sul vostro onor, e de la vostra Emilia,
a gran poste. Qua dentro il vostro genero
ha un'altra moglie; ma, per Dio, traemoci
in una casa di queste pi prossime,                    1625
ch'io mi vergogno d'apparir in publico
cos spogliato.
abondio Andiam qui in casa Massimo.
camillo Pi tosto vo' ch'andiamo in casa Massimo,
che d'alcun altro; e ch'egli m'oda.
fazio Temolo,
Temolo, or presto va lor dietro, e sforzati            1630
di udir di che Camillo se ramarica.
Aspetta, aspetta, che fuor esce Cintio.


scena sesta
Fazio, Cintio, Temolo

fazio Cintio, che cosa  questa? Come diavolo
era costui qua dentro?
cintio A punto il diavolo
ce l'ha portato! Ma chi ha fatto mettere               1635
una cassa qua su, ch'era dato ordine
che fusse messa in casa nostra?
fazio Temolo
Et io ce l'abbin fatta or ora mettere.
cintio E voi or ora, e Temol, ruinato mi
avete; e le mie spemi e di Lavinia,                    1640
sostenute fin qui tanto difficilemente,
avete sospinte in precipizio.
Perch l'avete voi fatto?
fazio Per rompere
il disegno all'astrologo, certissimi
che col mezo di quella cassa studia                    1645
di tradirvi.
cintio E perch almeno non dirmene
una parola, e non lasciarmi incorrere
in tanto error? Da voi, non da l'astrologo
son tradito; che in quella stava un giovene
nascosto, il quale ha inteso, per vostra opera,        1650
s come tutta io la dicea per ordine
a Lavinia, una trama, che sapendosi,
come si sa, son per Dio giunto a termine
che mi saria meglio esser morto. Or ditemi
dove  ito Camillo, questo giovene                     1655
che di qui  uscito; a ci che supplicandoli,
donandoli, offerendoli, facendomi
suo schiavo eterno, io lo vegga di muovere
a piet de' miei casi, s che tacito
stia di quel c'ha sentito? Ma impossibile              1660
sar placarlo, che d'avermi in odio
ha cagion troppo giusta.
fazio Potete essere
certo di venir tardi, perch Abondio
, nel saltar fuor di casa, venutoli
scontrato, al qual, come potea, summaria-              1665
mente (che a pena lo lasciava esprimere
parola a dritto la stizza e la colera)
ha contato ogni cosa.
cintio Non  misero
uomo al mondo, col qual non cangiassi essere,
tosto che il vecchio il sa (che  necessario           1670
che lo sappia di tratto). O Dio! a che termine
son io?
fazio Fate pur conto che lo sappia,
che a lui Camillo drittamente e Abondio
son iti, e senza dubbio gi narratoli
hanno il tutto.
cintio Son iti insieme a Massimo?                      1675
fazio S, sono.
cintio Io son spacciato, io son morto! Apriti,
apriti, per Dio, terra, e seppelliscemi.
fazio Non  cos da disperarsi, Cintio,
ma da pensare, e molto ben rivolgere,
se c' provisione, se rimedio                          1680
si pu far qui.
cintio N proveder, n prendere
altro rimedio so, che di fuggirmene
tanto lontano, che gi mai pi Massimo
non mi rivegga. Aspettar la sua colera
non voglio. A Dio. Vi raccomando, Fazio,               1685
la mia Lavinia.
fazio Ah, dove, pusillanime,
fuggite voi? - Se n' andato. Va, Temolo,
in casa, e diligentemente informati
di tutto quel che accade, e riferiscemi.
temolo Cos far. Tu cost dentro aspettami.           1690


ATTO QUINTO

scena prima
Massimo, Camillo, Abondio, Temolo

massimo S'io truovo che sia ver, ne far (statene
sicuri) tal dimostrazion, che accorgervi
potrete che m'incresca, e ch'io non reputi
meno esser fatta a me, che a voi, l'ingiuria.
camillo Se trovate altramente, publicatemi             1695
pel pi tristo, pel pi maligno et invido
uom che sia al mondo.
abondio Se non fusse, Massimo,
pi che vero, io conosco costui giovene
di sorte che non sapria imaginarselo,
non che dirlo. La qual cosa delibero                   1700
che non resti impunita; n passarlami
vo' cos leggiermente.
massimo Udite, Abondio,
per vostra fede, e non correte a furia
informiamoci meglio.
camillo Chi informarvene
meglio vi pu di me, che con le proprie                1705
orecchie ho udito, et ho con gli occhi proprii
veduto che qui dentro il vostro Cintio
ha un'altra moglie?
massimo Piano io vo' informarmene
un poco meglio.
camillo Entrian dentro menatemi
al paragone; e se trovate ch'io abbia                  1710
pi de la verit giunto una minima
parola, vi consento e do licenzia
che mi caviate il cuor, la lingua e l'anima.
massimo Andiamo, andiamo.
camillo Andian tutti; chiariamoci
a fatto.
massimo Deh, restate voi lasciatemi                    1715
andarvi solo, e non si facci strepito,
n, pi di quel che sia, la cosa publica;
non procaccin noi stessi la ignominia
nostra.
abondio Voi dunque andate, e poi chiamateci
quando vi par.
massimo Cos far aspettatemi.                         1720
temolo (Io gli vo' pur ir dietro, e veder l'ultima
calamit che ci ha tutti a distruggere.)


scena seconda
Nibbio, Abondio, Camillo

nibbio (Credo che tolto per una pallottola
da maglio questi ghiottoni oggi m'abbino
che l'un, con una ciancia percotendomi,                1725
mi caccia un colpo insino a San Domenico.)
abondio Fu gran pazzia la tua, lasciarti chiudere
in una cassa, e posto a gran pericolo
ti sei per certo.
nibbio (Io torno, e trovo in ordine
l'altro con l'altra ciancia.)
camillo Resto attonito                                 1730
di me medesmo, tuttavia pensandoci.
nibbio (Che sta alla posta, e mena, e fa ch'io sdrucciolo
fin in Gabella. A quest'altra mi spingono
fuor de la porta.)
camillo Veramente, Abondio,
non voglio attribuirlo s al mio essere                1735
sciocco, come al voler di Dio, che accorgere
m'ha fatto per tal mezo de le insidie
le quali ad ambidui noi si ponevano.
Ecco un di quei che ne la cassa chiusermi,
e vostra figlia e voi e me tradivano.                  1740
nibbio (Non so a chi mi ritorni.) Ma ecco il giovene
che v'era dentro serrato io mi dubito,
per Dio, ch'avremo fatto qualche scandolo.
camillo Ah ghiotton, ladro, traditore e perfido,
e tu e tuo padron! Cos si trattano                    1745
quei ch'alla fede vostra si commettono?
nibbio N io, n mio padron, mai se non utile
vi facemmo e piacer.
camillo Piacere et utile
grande mi saria stato, succedendovi
d'avermi fatto, com'un ladro, prendere                 1750
di notte in casa altrui!
abondio L'oneste giovini
Non avete rossor, n conscenzia,
scelerati, di far parere adultere?
E alle famiglie dar de' gentiluomini,
con vostre fraudi, nota et ignominia?                  1755
nibbio Parlate a lui, che vi sapr rispondere.
camillo Gli parlar chiarissimo, e ben siatene
certi, ma altrove; e vi far rispondere
la fune; e questa, e vostre altre mal'opere.
nibbio Potete dir quel che vi par, ma ufficio          1760
non  gi vostro, n di gentiluomini,
di dire o fare a i forastieri ingiuria.
Il mio padron ben sar buon per rendervi
conto di s.
camillo S, sar ben.
abondio Lasciatelo
senza risponderli altro.
camillo Ora col diavolo                                1765
va, ladroncello; va alle forche, e impiccati.
abondio Lascialo andare, e non entrar pi in colera.
Ormai dovria chiamarne dentro Massimo;
e forse  questo. Non  gi. Oh, con che impeto
esce costui! Par tutto pien di gaudio.                 1770


scena terza
Temolo, Abondio, Camillo, Massimo

temolo - O aventura grande, o fortuna ottima!
Come tanta paura e tanta orribile
tempesta in s sicura et in s placida
quete hai rivoltato cos subito! -
abondio Perch  costui s allegro?
temolo - Dove correre,                                 1775
dove volar debbo io per trovar Cintio? -
abondio Ch'esser pu questo?
camillo Io non so.
temolo - Ch'io gli annunzii
il maggior gaudio, la maggior letizia,
ch'avesse mai. -
abondio Che fia?
temolo - La sua Lavinia
ritruovano esser figliuola di Massimo. -               1780
camillo L'avete inteso?
abondio S.
camillo Come pu essere?
temolo - Ma che cess'io d'andare a trovar Cintio? -
abondio Moglie non ebbe egli gi mai, ch'io sappia.
camillo S'hanno figliuoli anco de l'altre femine
che non son mogli.
abondio Eccoci a lui, che intendere                    1785
ci far il tutto.
camillo Trovate voi, Massimo,
ch'io sia bugiardo?
massimo Non, per Dio.
abondio Chiariteci
che figlia  questa vostra, che ci ha Temolo
detto ch'avete trovato?
massimo Dirvelo,
se ascoltar mi vorrete.
abondio Ambe vi accommodo                              1790
l'orecchie volentieri a questo ufficio.
massimo Ricordar vi dovreste a quei principii
che i Veneziani Cremona tenevano,
che per imputazione de' malivoli
io n'ebbi bando, e taglia di tremilia                  1795
ducati dietro.
abondio Mi ricordo.
massimo Anda'mene,
che mai non mi fermai, fin in Calabria;
dove, per pi mia sicurezza, in umile
abito, e solo, e nominar facendomi
Anastagio, e fingendomi di patria                      1800
alessandrin, mi celai s che intendere
di me non si pot mai, fin che suddita
fu questa terra lor. Quivi una giovane
presi per moglie, e ingravidaila, e nacquemi
questa fanciulla. Udito poi che si erano               1805
uniti li Francesi con l'Imperio
per cacciar Veneziani di dominio,
io, per trovarmi a racquistar la patria,
n volendo perci, quando venisseno
le cose averse, avermi chiuso l'adito                  1810
di tornare a nascondermi, a Placidia
(che Placidia mia moglie nominavasi)
dissi ch'io ritornava in Alessandria
per certa ereditade mia repetere;
e che quando i disegni miei sortissero                 1815
l'effetto ch'io speravo, fidatissime
persone manderei, che la menasseno
ove io fussi e in due parti un annel dvido
per contrasegno; a lei la met lassone,
ne porto la met meco, e commettole                    1820
che, se non vede il contrasegno, a movere
non s'abbia. Io torno in qua, dove non preseno
forma le cose mie, che pi di quindici
mesi passaro. Poi che al fin la presero,
non volsi mandar altri, ma io proprio,                 1825
per condurla in qua meco, vo in Calabria;
e ritrovo ch'avendo ella, oltra al termine
preso, aspettato molto, n vedendomi,
n di me avendo nuova, come femina
che, pi che ragion, muove il desiderio,               1830
era ita per trovarmi in Alessandria.
Udendo io questo, in fretta et a grandissime
giornate mi condussi in Alessandria;
e quivi ritrovai che con la piccola
figlia era stata, e che d'uno Anastagio                1835
avea molto cercato, n notizia
alcuna, n alcuna orma avendo avutane,
n conoscendo ivi persona, postasi
era in fretta a tornar verso Calabria.
Io ritornai di nuovo; e messi e lettere                1840
mandai e rimandai, che non han numero;
non facendo per la causa intendere
di questo mio cercarne; n per sedici
anni ho potuto averne alcun vestigio,
se non pur ora. Ora vi prego, Abondio,                 1845
pel vostro generoso e cortese animo,
per la nostra antichissima amicizia,
che perdoniate a Cintio mio l'ingiuria
che v'ha fatto gravissima; et escusilo
l'etade.
abondio In somma trovate che Cintio                    1850
l'ha tolta per mogliere?
camillo Chi ne dubita?
massimo Alla temerit non pi del giovene
si debbe attribuir, che all'infallibile
divina providenza, che a principio
cos determin che dovesse essere;                     1855
che senza questo mezo per conoscere
non ero mai mia figliuola, che piccola
di cinque anni perduta avea; e gi sedici
ne sono, che novella di lei intendere
non ho potuto. Or dove di pi offendermi               1860
temette Cintio, senza mia licenzia
togliendo moglie, si truova grandissimo
piacere avermi fatto che n eleggermi
avrei potuto mai pi grato genero
di lui, n a lui potuto avrei dar femina               1865
che mi fusse pi cara di questa unica
mia figlia. Or solo il caso vostro, Abondio,
contamina e disturba che il mio gaudio
non  perfetto. Ma, se senza ingiuria
vostra io potessi fruirlo, rendetevi                   1870
certo che saraia in me quella letizia
ch'essere in alcun uomo sia possibile.
E s'impetrar potr da voi che il gaudio
mio toleriate, e non vogliate opporveli,
e vi togliate Emilia cos vergine                      1875
come a noi venne, la qual vi fia facile
rimaritar a giovane s orrevole
come sia il nostro, e ricco; io mi vi profero
con ci ch'al mondo ho, sempre paratissimo.
abondio Se fin da perizia sempre, Massimo,            1880
io v'ho portato amore e reverenzia,
non voglio ch'altri mi sia testimonio
che voi. S'io v'amo al presente, e il medesimo
son verso voi, ch'io soglio, Dio lo giudichi,
a cui sol non si pu nasconder l'animo                 1885
ma che non rincresca che disciogliere
io vegga questo matrimonio, e Emilia
tornarmi cos a casa, non pu essere;
che, ancor che per ci in lei non ha ignominia
giustamente a cader, pur fia materia                   1890
data al volgo di far d'essa una fabula;
il che a rimaritarla sar ostacolo
maggior che non vi par.
massimo Eccovi il genero
Apparecchiato qui Camillo, nobile
e ricco e costumato e da ben giovane,                  1895
che l'ama pi che s stesso, e desidera
d'averla. Or dove me' potete metterla?
camillo Cotesta bocca sia da Dio in perpetuo
benedetta!
abondio Dica egli, et io rispondere
sapr al suo detto.
camillo Io l'aver di grazia;                          1900
cos con tutto il cor vi prego e supplico
che me la concediate di buon animo.
abondio Et io te la prometto.
camillo Io per legitima
sposa l'accetto.
massimo Dio conduca e prosperi,
senza averci mai lite, il matrimonio.                  1905
abondio Sin d'accordo?
massimo D'accordo.
camillo D'accordissimo.
abondio Deh, se 'l vi piace, fateci un po' intendere
dove  stata costei nascosa sedici
anni o diciotto, e come oggi venutone
ste, pi ch'altro d, cos a notizia?                 1910
massimo Ero entrato qua dentro per intendere
pi chiaramente quello che narrato ci
avea Camillo e contra questa povera
famiglia ero in tant'ira e tanta colera,
ch'io li volea tutti per morti; e voltomi              1915
a mia figliuola, io le dicea le ingiurie
che si puon dire a una cattiva femina;
e con mal viso minacciavo metterla
al disonor del mondo e al vituperio.
E questa moglie del vicin gittmisi                    1920
piangendo a' piedi, e mi disse - Abbi, Massimo,
pietade di costei, che non d'ignobile
gente, come ti dai forse ad intendere,
ma di patre e di matre gentiluomini
 nata. - Io, ricercando la sua origine,               1925
intendo che suo patre fu Anastagio
nomato, il qual, venuto d'Alessandria,
avea abitato alcun tempo in Calabria,
e quivi tolto moglier.
abondio Ste, Massimo,
prudente; pur vi vo' ricordar ch'essere                1930
inganno potria qui ch'ella da Cintio
avendo intesa questa istoria, fingersi
volesse vostra figliuola.
massimo Onde Cintio
lo pu saper, che pur mai non ho minima
parola, se non or, lasciato uscirmene                  1935
di bocca? E a voi, che mi ste s intrinseco,
non lo dissi pur mai che troppo biasimo
reputava aver moglie, e non intendere
dov'ella fusse. Altri parecchi indicii
n'ho senza questo. Una corona d'ebano                  1940
riconosciuta l'ho al collo, e mostratemi
ella ha poi collanucce, annella, e simili
cose, che fur di sua matre, e donatele
le avea. Oh che! volete altra pruova? Eccovi
la met de l'annello che partendomi                    1945
a Placidia lasciai questo  bastevole,
quando non ci fusse altro; ma la effigie,
c'ha de la matre, ancor pi mi certifica.
abondio Ch' de la matre? Ve ne sa ella rendere
Conto?
massimo S ben; ma pi quegli altri dicono             1950
che, tornando la matre ver' Calabria,
s'era infermata a Fiorenza, ove Fazio
l'avea alloggiata, e v'era giunta al termine
de li suoi affanni, e lasci lor la piccola
fanciulla; et essi poi se la allevarono                1955
come figliuola, che altra non avevano;
e le levaro il nome, ch'era Ippolita,
e la chiamaron Lavinia, in memoria
d'una lor, credo m'abbiano detto, avola.
abondio Son de' vostri contenti contentissimo.         1960
camillo Et io similemente.
massimo Vi ringrazio.
camillo Noi che faremo?
abondio A tuo piacere Emilia
potrai sposare.
camillo E perch non concludere
ora quel che s'ha a far?
massimo Be dice, sposila
ora.
abondio Sposila andiamo.
camillo Andian, di grazia.                             1965


scena quarta
Temolo, Astrologo

temolo Era ito per trovar Cintio, con animo
d'aver il beveraggio de l'annunzio
ottimo c'ho da darli; ma fallitomi
 il pensiero, anzi m'accade il contrario
ch'alcuni miei compagni ritrovato mi                   1970
hanno, e veduto al viso e ai gesti il gaudio
mio, ch'io non posso occultare, domandato me
n'hanno la causa io l'ho lor detta, et eglino
han voluto che per questo mio gaudio
lor paghi il vino; e perch non ho un picciolo,        1975
m'han levato il tabarro, e impegnarannolo
pi ch'io non ho un mese di salario.
Ma se ritrovar posso Cintio, et essere
Il primo a darli cos lieto annunzio,
avr da stimar poco questa perdita.                    1980
Ecco il baro io non vo' pi dir lo astrologo.
Non de' saper il ghiotton che scopertisi
sien li suoi inganni, che con questa audacia
non tornerebbe qui. Sarebbe un'opera
ben lodevole e santa a fargli mettere                  1985
la mano adosso.
astrologo Io non so quel che Nibbio
fatto abbia de la cassa, di che carico
avea il facchin lasciato era mio debito
di non lo abbandonar, prima che mettere
non la facesse e chiuder ne la camera.                 1990
Ma mi fu in quello istante un certo giovane
a ritrovar, per aver un pronostico
da me de la sua vita; e proferiami
tre scudi io, che credea di farlo crescere
fin a i quattro, son stato a bada; e all'ultimo        1995
non ho potuto da lui trarre un picciolo,
e ito al rischio son di grave scandolo
di guastar ogni cosa. Pur vo' credere,
poi che non ne sento altro, ch'abbia nibbio
ritrovato la cassa, e consegnatola                     2000
a chi io gli dissi.
temolo (Io vo' porre ogni industria
per fargli qualche beffa memorabile.)
astrologo Ma veggo chi mel sapr dire. - O giovene,
il mio garzon, che tu di ben conoscere,
ha portato una cassa qui?
temolo Portato l'ha                                    2005
pur un facchino, et  stato a pericolo,
se non era io, di far non poco scandolo.
astrologo Mi disse ben ch'un de li vostri data gli
avea la baia.
temolo Un de li nostri? Dettovi
non ha la verit fu un certo giovene                   2010
mezo buffon, che non par ch'altro studii
che di dar baia a questo e quel ch'abbi aria
di poco accorto. Ma qui ritrovandomi
a caso, feci che il facchin, che volgersi
volea indietro, entr in casa, e ne la camera          2015
si scaric dove li sposi dormono
il patron venne poi subito, e chiusela,
e seco ne port la chiave a cintola.
astrologo Come facesti bene! Te n'ha Massimo,
e tutti i suoi di casa, da aver obligo                 2020
che stando ne la strada, ne sarebbono
li spirti usciti, e entrati in casa a furia
questa notte, e trattati mal vi avrebbeno.
temolo O maestro, pur che questi vostri spiriti
si stian ne la lor cassa, e che non corrano            2025
per casa, e qualche danno non ci faccino.
astrologo Non dubitate, che non ci  pericolo.
temolo Voi direte la vostra, voi mi tremano
di paura le viscere.
astrologo Fidatevi
pur di me, ch'io non vi lascer nuocere.               2030
temolo Cel promettete voi?
astrologo S, non aprendola.
temolo Oh, ben pazzo saria chi avesse audacia
d'aprirla, o pur sol di toccarla guardimi
Dio che mi venga simil desiderio!
Lasciamo ir questo. Io vo', maestro, una grazia        2035
da voi ch'al vecchio diciate che avete li
due baccini d'argento avuto. Dissemi
oggi ch'andassi, a trli, et arrecaverli
dovessi, ma coperti, che non fussino
veduti; et  accaduto, che pregato mi                  2040
ha qui un nostro vicino ch'io lo accommodi
del mio tabarro per meza ora; e passano
gi quattro, e non ritorna; e non avendoli
io da coprir, non son ito; ma subito
ch'io riabbia il tabarro, vo, et arrecoli.             2045
Intanto voi dite al patron che avuto li
Avete.
astrologo Non saria meglio, che dirgli la
bugia, che vada e li arrechi?
temolo Devendoli
portar scoperti, non voglio ir, che Massim
se adirerebbe meco risapendolo.                        2050
E se non che potreste attribuirmelo
forse a presunzione, domandatovi
avrei cotesta vesta, e sarebbe ottima
ma s sciocco non son, ch'io non consideri
che non saria domanda convenevole.                     2055
astrologo Se pur ti par che la sia buona, pigliala.
Ma perch non debbe essere buona? Pigliala
ogni modo, e va ratto.
temolo Sarebbe ottima;
ma mi parria gran villania spogliarvene.
astrologo Peggio saria s'io lasciassi trascorrere      2060
una coniunzion, che per me idonia
ora si fa, di Mercurio e di Venere.
Piglia pur tu la vesta, e torna subito,
che qui t'aspettar in casa Massimo.
temolo Mi par strano lasciarvi in questo piccolo       2065
gonnellin; nondimeno, commandandolo
voi, pigliarolla.
astrologo Pigliala.
temolo Or lo astrologo
son io, e non voi.
astrologo Tu mi pari in questo abito
un uomo da bene.
temolo E voi parete. vogliolo
poi dir com'io ritorno a voi.
astrologo Va, e studia                                 2070
il passo, e torna tosto.
temolo (Quasi dettogli
ho che pare un ghiottone e un ladro. Aspettimi
tanto, ch'io possa al potestade correre,
e quel che pare, et , gli far intendere.
Questa vesta gli ho tolta, non per renderla,           2075
ma perch sconti in parte quel che fattoci
ha il ladroncello inutilmente spendere.)


scena qiunta
Astrologo, Nibbio

astrologo Era ben certo che esser miei dovessino
gli argenti di Camillo perch, avendolo
mandato chiuso ne la cassa, e fattolo                  2080
serrar in questa camera, ho assai spazio
di votarli la casa, e di fuggirmene
sicuro. Ma de i baccini, che Massimo
mi debbe dar, avevo qualche dubbio;
non che mutasse volunt di darmeli,                    2085
ma che non me li desse oggi; e volendoli
poi dar domani, io non ci potessi essere
che questa notte levarmi delibero.
Io non so quando occasion s commoda
ritornasse mai pi. Qual volta prospera                2090
comincia a esser Fortuna, un pezzo seguita
di bene in meglio; e chi non la sa prendere,
non di lei, ma di s poi si ramarichi.
La prender ben io. Ma ecco Nibbio.
nibbio Voi ste cos in gonnellino avetevi             2095
forse giocata la vesta?
astrologo Prestatala
ho pur a un de' famigli qui di Massimo,
che  ito a tr quei dua baccini, e aspettolo
che me gli arrechi.
nibbio Baccini? Eh levatevi,
padron, di qui! Quel ribaldo attaccatavi               2100
l'ha veramente. Non sapete, misero,
dunque che sin scoperti, e che quel giovine
 de la cassa uscito?
astrologo Uscito? Diavolo!
Egli n' uscito?
nibbio N' uscito, e da Cintio
tutto lo inganno ha sentito per ordine,                2105
che voi gli volevate usare. Levatevi,
levatevi, per Dio! Non  da perdere
tempo.
astrologo Io vorrei pur la mia vesta.
nibbio Toltola,
padron, non credo abbia colui per renderla
a chi l'avete voi data?
astrologo A quel giovane                               2110
che con Cintio suol ir come si nomina?
nibbio L'avrete data a Temolo.
astrologo S, a Temolo
a punto a lui l'ho data.
astrologo Oh, gli  il medesimo
ch'oggi mi de' la caccia, e mi fe' correre.
Al libro de l'uscita avete a metterla.                 2115
astrologo Duomene, e tanto pi, quanto mio solito
era di guadagnare, e non di perdere.
nibbio Guardatevi, patron, da maggior perdita
che d'una vesta. Andian tosto levatevi
di qui fate a mio senno riduciamoci                    2120
verso il Po qualche barca trovaremovi,
che ci porter in gi. Mi par che giunghino
tuttavia i birri, et in prigion ci caccino.
astrologo Non vogliamo ir prima all'albergo, e prendere
le cose nostre?
nibbio Andate voi pur subito                           2125
al porto, e ritrovate o grande o piccola
barchetta che ci lievi; et aspettatemi,
ch'io vo correndo all'albergo, et arrecovi
tutte le cose nostre.
astrologo Or va.
nibbio Volgetevi
pur gi per questa strada.
astrologo Io vo; ma ascoltami                          2130
non lasciar cosa nostra ne la camera
de l'oste; anzi se puoi far netto, pigliane
de le sue.
nibbio L'avvertimento  superfluo.


scena sesta
Nibbio

S'io vo dietro a costui, sto in gran pericolo
che un giorno io mi creda essere in Italia,            2135
e ch'io mi truovi in Piccardia; ma l'ultimo
sia questo pur ch'io il vegga, non ch'io il seguiti.
Andar vo' all'oste per le robe, et irmene
Verso Tortona, indi passar a Genova;
e s'egli, come ha detto e aveva in animo,              2140
ander in gi verso vinegia o Padova,
non so se ci potren tosto raggiugnere
insieme. Or non curate se lo astrologo
restar vedete al fin de la comedia
poco contento; perch l'arte, ch'imita                 2145
la natura, non pate ch'abbian l'opere
d'un scelerato mai se non mal esito.
Non aspettate che ritorni Cintio,
che gi buon pezzo  con la sua Lavinia
entr per l'uscio del giardino, e Temolo               2150
lo cerca indarno per la terra. Or fateci
con lieto plauso, o spettatori, intendere
che non vi sia spiaciuta questa favola.
...
FINE.
